Non è una novità. Le ONG hanno cominciato a rendersi conto dell’importanza della telefonia mobile da quando questa è stata adottata entusiasticamente dall’intero mondo in via di sviluppo.
Gli esempi abbondano, dai pescatori indiani che selezionano i mercati dove potranno vendere i loro pesci ad un prezzo più vantaggioso, ai contadini filippini che usano i loro cellulari per tutti i servizi in banca (e noi in Italia dobbiamo pagare per accedere al nostro conto in rete, altro che Primo Mondo!).
Ora MobileActive.org – la comunità in rete di organizzazioni ed individui che usano la telefonia mobile per risolvere i problemi che ci circondano – ha appena pubblicato uno studio intitolato Wireless Technology for Social Change: Trends in NGO Mobile Use, che fa proprio il punto della situazione. Tra gli esempi analizzati, l’uso di cellulari come strumento di prevenzione dei conflitti in Kenya e come mezzo per gestire le incursioni di elefanti su terreni agricoli.
Un classico esempio di innovazione sociale attraverso le nuove tecnologie. A quando un Social Innovation Camp in Italia?
[via Lunch over IP]


[...] Il consorzio, che si chiamerà O3b (Other 3 billions), userà 16 satelliti laddove l’uso di fibre ottiche non è commercialmente vantaggioso. Come si vede dalla mappa pubblicata dall’Università di Harvard, la maggior crescita in termini di utenti in rete avviene attraverso cellulari, i quali hanno anche rivoluzionato il modo in cui milioni di persone comunicano attraverso il continente. [...]