Note sul Design Sostenibile @ Design Library

12 06 2008

Un po’ di live blogging dalla Design Library a Milano, dove si parla di design sostenibile con la collaborazione di Best Up, l’organizzazione di Giuliana Zoppis e Chiara Mantica sul bello e sostenibile nel mondo del design. Questa è la serata d’apertura dove si presentano i temi di una serie di conversazioni che si terranno nelle prossime settimane.

Ad aprire la serata, Gabriele Centazzo della Valcucine, un imprenditore progettista, secondo la deifinizione di Valerio Castelli, direttore della Design Library. Di fornte ai dati “oggettivi” sul degrado ambientale (Centazzo non sembra essere al corrente dei dibattiti sull’oggettività sostenuti da molti ecologi politici), Centazzo auspica un calcolo del costo ambientale di ogni prodotto, che includa quello che oggi “scontiamo” ma che invece è pagato dall’ambiente. Il suo argomento centrale è che eco-compatibilità non significa necessariamente solo riciclabilità, dematerializzazione o risparmio energetico, ma anche durabilità, qualità estetica e dunque altri fattori che spesso non sono presi in considerazione. Questo in considerazione anche della crescita socio-economica in paesi che finora erano in via di sviluppo ma presto saranno a tutti gli effetti società del consumo.

Perché questo succeda, è importante divulgare la conoscenza dell’eco-compatibilità nei settori chiave – politica, economia, società: solo attraverso una conoscenza collettiva possiamo arrivare a vera sostenibilità. Questo è un contraddizione con l’etica alla base del capitalismo: il consumo. Attrraverso una serie di vignette e qualche riferimento al mondo ideologico cattolico, Centazzo illustra questi temi che richiamano diversi studi critici sulla globalizzazione, dai radicali come Chomsky e David Harvey agli economisti come Wade. Tra le soluzioni che offre, la creatività, l’amore (sic!), o la bellezza (citando Solzhenitsyn che citava Dostoevski) come nuovi obbiettivi da contrapporre al consumo puro come canale che porti alla felicità.

Segue Giuliana Zoppis di Best Up, che si sofferna sul ciclo di vita del prodotto come traccia da seguire nella serie di incontri che sosterrà. Può la sostenibilità divetare il nuovo cavallo di battaglia del Made in Italy? La Zoppis fa alcuni esempi su come sostenibilità condivisa – lo scopo del loro network – possa portare a raggiungere nuovi traguardi di conoscenza. Partendo dall’esperienza di Best Up, apre il dibattito sul rapporto produttori, rivenditori, compratori – Verso il Negozio Sostenibile – in vista del Salone del Mobile, durante il quale si augura un consolidamento degli sforzi Best Up ed un radicamento progettuale, grazie all’auspicato sostegno del settore pubblico.

Un evento importante per promuovere un tema fondamentale per l’innovazione sociale a Milano e nel mondo.


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