Costruendo un mercato per lo sviluppo

28 07 2008

Traduco di seguito un articolo che ho scritto per il blog di Vita Europe, The Unreasonables, che gestisco per loro e che s’incentra soprattutto sul mondo dell’imprenditoria sociale. Un post un po’ più lungo del solito, ma spero lo troverete interessante!

La Banca Mondiale ha da tempo molta fede nel mercato come mezzo per promuovere lo sviluppo internazionale. Sebbene non sia sempre stata una delle organizzazioni multilaterali più efficaci o comprensive, le vanno riconosciuti molti sforzi per trovare soluzioni innovative a vecchi problemi. È stata per esempio una delle prime organizzazioni ad usare sistemi di mappatura terrestre basati su Google Maps per facilitare l’accesso e la diffusione d’informazioni sui suoi progetti di sviluppo nel mondo. È anche stata una delle prime ad usare la blogosfera per raggiungere un pubblico più ampio, e se non avete di meglio da fare vi consiglio vivamente di leggere di quando in quando il suo blog Private Sector Development.

PSD blog ha recentemente rivolto la sua attenzione al settore dell’impresa sociale, come evidente dal seguente post:

I vari tentativi di far quadrare il cerchio tra efficienza imprenditoriale e bisogni sociali stanno attirando sempre più l’attenzione pubblica. Basti guardare al dibattito su Creative Capitalism per farsene un’idea. La Harvard Business School ci sta lavorando dal 1993, attraverso la Social Enterprise Initiative. Uno dei suoi più recenti saggi, The Future of Social Enterprise, aggiunge una nuova prospettiva al dibattito.

Lo studio mappa una serie di possibili futuri scenari per le imprese sociali. Presenta quattro possibilità, a seconda dei flussi di finanziamenti e della capacità del settori di dimostrare un impatto sociale. Nella versione più rosea, il settore sociale sarà capace di dimostrare alta professionalità e performance, attraendo pertanto grossi finanziamenti da individui molto benestanti, soprattutto operanti nel settore delle tecnologie informatiche. Ma il diavolo – come dice il detto inglese – è nei dettagli: è veramente possibile per il settore sociale misurare e dimostrare il proprio impatto senza avere una bottom line finanziaria?

Non c’è dubbio che il diavolo sia dettagli. Uno dei dettagli più importanti è il sostegno dato a progetti che stanno veramente aprofittando del mercato per risolvere problemi di natura socio-economica. Ed è proprio quello che sta cercando di fare il Development Marketplace:

Il Development Marketplace (DM) è una gara per finanziamenti a fondo perduto promosso dalla Banca Mondiale a sostegno di progetti innovativi ed imprenditoriali che hanno il potenziale di avere un forte impatto nel mondo dello sviluppo. Il DM – che si tiene a livello globale, regionale e nazionale – attrae idee da svariati innovatori, sia rappresentanti la società civile e l’imprenditoria sociale, sia rappresentanti il mondo accademico ed il settore privato.

Il DM ha già finanziato progetti per un totale di $46 milioni, molti in fasi molto iniziali di concettualizzazione. Grazie a questi fondi perduti, molti progetti sono riusciti a crescere e ad essere replicati in altri parti del mondo, vincendo al tempo stesso importanti premi nel campo dell’imprenditoria sociale.

Tuttavia, del 16 vincitori provenienti da paesi europei (qui la lista in PDF) a cui sono recentemente stati dati EUR 600.000 per progetti da sviluppare nell’Africa Sub-Sahariana – parte del Development Marketplace for African Diaspora in Europe (D-MADE) – solo una manciata possono essere considerati realmente espressioni d’imprenditoria sociale.

Ben più interessante la lista di finalisti per la gara globale del DM. Avendo avuto la fortuna di lavorare per la Banca nella fase finale di questa selezione, ho avuto modo di verificare personalmente l’impressionante qualità di molti di questi progetti. Tra tutti, quello che più mi ha colpito per la sua capacità di unire obbiettivi socio-ambientali e senso del business è stato il progetto di IDE “Micro-Franchising Scheme For The Provision Of Agricultrural Extension Services”. Basta leggere il loro sito per rendersi conto della loro chiara filosofia del lavoro:

IDE è un’organizzazione diversa dalle altre. Vogliamo sconfiggere la povertà nei paesi in via di sviluppo non attraverso l’elemosina, ma aiutando i contadini ad investire nel loro sucesso.

Speriamo che il DM ed altre iniziative di questo tipo aiutino veramente ad aprire un vero mercato per lo sviluppo dell’imprenditoria sociale nel mondo.


Actions

Information

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s




%d bloggers like this: