Economist: premiando l’innovazione (più o meno…)

15 12 2008
Jayachandran / Mint

Courtesy: Jayachandran / Mint

Scusate le breve pausa, dovuta ad un’overload di viaggi e lavoro. Riprendo con una segnalazione sugli Innovation Awards dell’Economist, che sono stati assegnati la settimana scorsa e sono disponibili in linea sul sito della rivista.

Di particolare interesse per noi di The Hub:

  • il premio Business Process, assegnato a Jimmy (Jimbo) Wales di Wikipedia per la promozione di collaborazioni pubbliche in linea come strumento di sviluppo dei contenuti;
  • il premio Consumer Products and Services, dato a Steve Chen e Chad Hurley di YouTube per aver creato una maniera semplice di condivisione dei filmati;
  • il premio Energy and the Environment, assegnato ad Arthur Rosenfeld per la sua promozione dell’efficienza energetica. Il Dott. Rosenfeld è considerato il padre del movimento per l’efficienza energetica. Ha fondato il Center for Building Science al Lawrence Berkeley National Laboratory ed ha aiutato ad sviluppare – tra le molte cose – sistemi d’illuminazione a basso consumo e software per monitorare il consumo energetico degli edifici.

Meno interessante per me il premio Social and Economic Innovation dato a Bill Gates and Melinda Gates, per la creazione di una piattaforma di supporto alla filantropia. Al di là delle grandi dichiarazioni su “approcci innovativi per migliorare la condizione umana”, l’uso stesso della parola filantropia e i continui richiami nei media a Bill Gates come ad un Rockefeller del XXI secolo mi fanno pensare a quanto di più tradizionale esista.

Certo, con un capitale pari a $37,5 miliardi, la Fondazione Gates ha il potere di trasformare la vita di moltissime persone. Ma la filantropia pura, con le sue elargizioni a fondo perduto, ha anche degli effetti molto negativi, spesso creando cicli di dipendenza che invece di aiutare le persone ed i paesi a liberarsi del giogo della povertà, li rendono sempre più schiavi di una logica mendicante.

Senza abbracciare l’estrema posizione di chi pensa che i mercati ci risolveranno tutti i problemi (e in questi giorni ne stiamo vedendo l’efficienza!), gli imprenditori sociali operano secondo una logica intermedia ben diversa: innanzitutto bisogna aiutare le persone ad aiutare se stesse. Creare opportunità economiche laddove non ce ne siano. Persuadere gli emarginati e i poveri che non si devono sentire casi da carità, tutt’altro.

Se l’Economist avesse voluto essere veramente innovativo, avrebbe dovuto dare il premio a Jeff Skoll, creatore di eBay, fondatore della Skoll Foundation for Social Entrepreneurship e di innumerevoli altre iniziative di sostegno all’imprenditoria sociale che – con il capitale di Bill Gates – potrebbero veramente cambiare il mondo!


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3 responses

29 01 2009
jonnhy

la fondazione di Bill gates è la prima per rapporto di denaro donato e benefici realmente ottenuti da chi ha bisogno l’82 % di quello che viene donato raggiunge le persone a cui è destinato contro una media delle altre associazioni del 40% quindi senza far nulla a parità di sforzi dona il doppio degli altri
il premio è quindi più che meeritato e se le altre associazioni dessero i soldi che raccolgono alla sua fondazione aiuterebbero il doppio delle persone.
quindi se hai 10 euro dalli a chi ne fa arrivare 8 nn a chi ne perde 5 per strada

2 04 2009
alberto2007

Non è comunque il caso di Skoll

il suo sforzo di divulgare la social innovation nel mondo partendo dal basso penso che non sia monetizzabile…

probabilemente, e spero, i risultati li vedremo tra qualche anno.

2 04 2009
alberto2007

per chi ha volgia di fare un salto anche qua…

http://believeinsharing.wordpress.com/

speak soon

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