La telefonia mobile per l’accesso ai servizi finanziari: l’esperienza di M-PESA

22 03 2009

No time to rest
“Since we have become M-PESA agents we have no time to rest”. Non ha più il tempo di riposarsi il negoziante keniota di Bukura (nel Kenya orientale), intervistato da Olga Morawczynski, dottoranda dell’ Università di Edinburgo, che ha investigato per 9 mesi circa l’adozione dei servizi di M-PESA nelle aree urbane e rurali del Kenia. Nel negozio  di prodotti per la casa a Bukura, oltre a olio e zucchero sono disponibili anche i servizi di M-PESA. In un mese non si è riuscito a vendere neanche un pacco di zucchero, ma i servizi M-PESA sono richiesti fino all’ultimo minuto di apertura.
Vodafone (colosso in UK), Safaricom (tra i primi operatori di telefonia mobile del Kenya, posseduto per il 40% dall’operatore britannico) e The Western Union Company hanno annunciato recentemente il lancio del servizio mobile transfrontaliero MTT (da Mobile Money Transfer). Trasferimenti di denaro  per mezzo del cellulare – tramite il servizio M-PESA, già noto e consolidato in Kenya – ed in pochissimi minuti tra il Regno Unito ed il Kenya, il paese dove oltre l’80% della popolazione è esclusa dai servizi finanziari .

Come scrive nel bell’articolo “Viaggio nei Village phone” Luca Dello, oggi 280 milioni di persone utilizzano il cellulare in Africa, circa il il 30% della popolazione. Si prevede un incremento del 22% nel numero di schede di telefonia mobile acquistate quest’anno; si potrebbe salire dai 270 ai 320 milioni di persone in un solo anno.

mpesa

Innovazioni attraverso l’uso della telefonia mobile nel continente africano
(fonti: il sole24.com e Luc De Wulf,Tradenet in Ghana. Best Practice of the Use of Information Technology, January 28, 2004)

KENYA
– Durante il periodo elettorale, sono state segnalate attraverso sms e fotografie episodi di corruzione e incidenti
– Wilfred Moria, studente d’ingegneria e programmatore, pur non avendo mi toccato con mano un ‘iPhone, ha brevettato per esso un software che permette di ricevere informazioni in tempo reale su tutti gli eventi della proprio città
– A Nairobi un gruppo di ragazzi degli slums ha dato vita alla “Koinonia Technologies” che distribuisce il programma “Freesms
NAMIBIA
– Motorola ha sperimentato stazioni radio base che possono essere alimentate con fonti rinnovabili (energia solare e vento)
ZAMBIA
– a Celpay, un servizio per trasferire denaro attraverso i telefonini, è riuscito a raggiungere un giro d’affari pari al 5% del prodotto nazionale lordo
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO
– Sono in crescita gli utenti Celpay
ZIMBABWE
– Quattro persone fuggite dallo Zimbabwe in Gran Bretagna hanno progettato “Mukuru”:uno “scaffale” on-line che permette agli emigrati di acquistare beni alimentari e inviarli alle famiglie rimaste nella nazione guidata dal presidente Robert Mugabe
SENEGAL
– Daniel Annerose, pensando ai pescatori senegalesi, attraverso “Manobi” invia sms con informazioni sulle previsioni meteorologiche e sui prezzi aggiornati dei mercati. Manobi è utilizzato da 150mila persone.
GHANA
– Mark Davies ha fondato un incubatore di aziende hitech in cui è nato TradeNet.
BURKINA FASO
– Analizzando le cause della mortalità infantile sulla rivista medica “Lancet”, due ricercatori dell’Università di Aberdeen, Lucia D’Ambruoso e Peter Byass, hanno osservato che «un servizio gratuito per gli avvisi medici attraverso telefonia mobile potrebbe aiutare alcune delle famiglie più povere ad affrontare e gestire adeguatamente le emergenze mediche quando non sia disponibile nessun’altra forma di assistenza»
ALTRE INIZIATIVE
– Eric Hershman con il suo blog “White African” sta raccontando le imprese di chi prova nuovi strumenti per la condivisione e la discussione on-line, come l’aggregatore di blog “Afrigator” e lo YouTube sudafricano “Zoopy”.
– Microsoft ha lanciato il programma “Connect Africa” per favorire la collaborazione tecnologica tra ONG; Google ha ospitato nella sede di Mountain View il “Barcamp Africa”, un’occasione che ha riunito alcuni protagonisti del web 2.0 nel continente.
– Due giovani sudafricani, Brian Richardson e Charles Rowlinson, tre anni fa hanno lanciato un servizio per trasferire denaro, pagare le bollette ed acquistare credito telefonico. Oggi “Wizzit”, questo il nome della loro iniziativa, ha 300mila clienti e conta su una rete di 2mila “Wizzikids”: si tratta di persone che ne promuovono l’adozione nelle aree rurali, guadagnando una percentuale per ogni nuovo cliente una quota annuale sul traffico degli utenti.
– “MyGamma Life”, con sede a Singapore, è un “mobile social network” presente in Asia e Africa “[…] allows you to share pictures, make a blog, send messages and even shop online”.
– Sono in fase di sperimentazione sistemi di monitoraggio della salute pubblica attraverso cellulari: da “Episurveyor”, progettato dall’Organizzazione mondiale della sanità, a “InStedd” di Google, l’iniziativa umanitaria seguita da Larry Brilliant, uno dei responsabili del programma di eradicazione del vaiolo.


Il successo di M-PESA

In Kenia, sin dalla sua introduzione nel marzo 2007, la domanda di servizi di M-PESA è stata un crescendo. Per l’accesso al servizio, non è necessario avere un conto corrente, è sufficiente registrasi tramite un agente e col proprio numero di cellulare. È possibile effettuare versamenti e prelievi alla presenza dell’agente M-PESA o inviare denaro via SMS.
Al momento 2,3 milioni di registrazioni e oltre 18 miliardi di Ksh (1 euro equilvale a poco più di 100 scellini kenioti) sono stati trasferiti tra i vari users. Gli users, i migranti che Olga Morawczynski identifica come gli “early adopter”: i consumatori di un nuovo prodotto/servizio innovativo, che contribuiscono al suo miglioramento, alla sua diffusione.

Problemi di cash float

Allo stesso tempo, però, sia gli agenti che i clienti presentano problemi legati al cash float: alcune delle transazioni necessitano del resto e gran parte di queste consistono in prelievi. Gli agenti devono quindi spostarsi di frequente dai villaggi ai centri urbani (in cui hanno sede la maggior parte delle banche in Kenia) per poter disporre di banconote e monete. Un agente di Malaha (piccolo villaggio del Kenia occidentale) corre con la sua bicicletta (evitando i 200 ksh del taxi) almeno una volta al giorno avanti e indietro, alle sei del mattino, per arrivare tre ore dopo a Kakamega per l’apertura delle banche, ritirare il contante e tornare al villaggio per servire i clienti.

Continuare a scegliere M-PESA

I servizi M-PESA hanno già avviato un percorso di fidelizzazione della clientela per via di alcuni benefit intrinseci e difficilmente sostituibili. In Bukura ad esempio, è possibile evitare di recarsi a Kakamega e – anche in caso di attesa di due giorni -, ovvero preferire una passeggiata “from my shamba (farm) and get money. I don’t have to spend and go into town. If the agent does not have cash today, then I will come back tomorrow. It is cheaper to wait”, come afferma un agricoltore anziano.
Fino a quando i clienti valuteranno più vantaggioso aspettare anche uno o due giorni in più per il ritiro del proprio denaro; fino a quando saranno disposti a compensare le (fisiologiche) inefficienze legate ai problemi di cash float con una attesa valutata meno costosa che il recarsi nelle città vicine per lo stesso servizio, il modello continuerà a reggere.

Il futuro prossimo

I tempi ed i costi dei trasporti risulteranno determinanti per il futuro di M-PESA. Al momento, questo servizio è disponibile come iniziativa pilota solo in Kenya. Dovesse prender piede in altri paesi il mercato dei sistemi di pagamento on-line (ad esempio PayPal) potrebbe subire uno shock.
Non a caso, il giorno dopo l’accordo tra i tre operatori (Safaricom, Vodafone e Western Union) il governo keniota ha avviato un’indagine per monitorare i flussi di denaro internazionali tramite il sistema M-PESA, partito  nel marzo 2007.
Il governatore della banca centrale del Kenya, Njuguna Ndung’u, ha già analizzato il sistema definendolo
“a step towards making financial service accessible to all Kenyans who have access to a mobile phone”
ed allo stesso tempo
“the M-Pesa money transfer system is very good, but it can be used by bad people”.


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One response

2 04 2009
alberto2007

Ciao

sono grande appassionato del mondo della telefonia mobile applicata ai Mercati Emergenti…e per questo consiglio a tutti di consultare un sito che possa chiarire ancora di piu le idee del potenziale che i telefoni cellulari possono avere per lo sviluppo.

il sito è gestito da uno dei pionieri di questo mondo….
il mitico Ken ….. http://www.kiwanja.net/

speak soon

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