La “città impresa sociale”

30 03 2009

civita-09_foto-dario-carerra

Blackpool , cittadina ad ovest dell’Inghilterra di 140mila abitanti, potrebbe divenire la prima “social enterprise town” in UK nominata dalla Social Enterprise North West (SENW) , organizzazione di supporto all’impresa sociale, che sta sperimentando il modello delle “social enterprise towns” sulla scia del successo della “Fairtrade Towns initiative”

Criteri-guida per la definizione e l’assegnazione dello status di “social enterprise town” sono:
– un certo numero di imprese sociali, relativamente al numero della popolazione residente;
– supporto dell’amministrazione locale verso iniziative d’imprendotoria sociale e loro sviluppo;
– dare dimostrazione dei forti legami tra imprese sociali e committenti (pubblici e privati) nel territorio;
– coinvolgimento delle scuole.

Stevenson-Dodd, uno dei social enterprise ambassador ha affermato: “In December, I gave a speech at a social enterprise conference in Blackpool which, it turns out, is a town with an amazing 40 social enterprises. […]the local social enterprise movement now very keen to find out if they can become the UK’s first official Social Enterprise Town.”

L’idea è avvincente, ma la strada sembra ancora tortuosa. I criteri sono ancora in costruzione e la determinazione di indicatori qualitativi – in particolare se si coinvolgono le pubbliche amministrazioni locali – potrebbe portare a facili distorsioni della realtà.
Tuttavia, l’ipotesi di una competizione, di una gara “medievale” nel mondo dei Comuni italiani costituirebbe un vero salto di qualità (si pensi, ad esempio, all’inserimento delle imprese sociali – e non solo organismi del volontariato o dediti al “tempo libero” – come una delle variabili-chiave nel determinare la qualità della vita, come nelle indagini annuali Censis nelle province italiane).
Fattori quali (ì) maggior numero di imprese sociali nel proprio territorio, (ìì) programmi pubblici ed iniziative private di supporto allo start-up e sviluppo, (ììì) attività di formazione e sensibilizzazione delle nuove generazioni sui temi di impresa ed innovazione sociale potrebbero – se messi a sistema – generare percorsi virtuosi di sviluppo locale solidale, nuova e “buona”occupazione, “cultura” dell’innovazione sociale.

Le indagini statistiche ci sono, le fonti d’investimento rintracciabili, la qualità dei progetti e delle iniziative misurabili e condivisibili..partiamo da qui..


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