Emily Cummins e il Design che salverà il mondo

14 10 2009

Si chiama Emily Cummins. Ha 22 anni ed è appena stata nominata Donna dell’Anno in Inghilterra. Ma non è il primo riconoscimento che riceve, da Donna del Futuro a Giovane Designer e Innovatrice dell’Anno. In tutto, oltre una dozzina di importanti riconoscimenti al suo talento a alla sua passione.

Emily è un designer, come ce ne sono tanti a Milano. Ma la sua passione non è l’ultimo grido nel mondo del mobilio per ufficio. Emily si accende quando deve risolvere problemi che affliggono milioni di persone nel mondo, come ad esempio conservare medicinali in un clima tropicale e senza accesso a energia elettrica. E’ così che Emily inventa il primo frigorifero completamente sostenibile, portatile e a energia solare, un prototipo che è stato già testato in Namibia e che presto verrà immesso sul mercato internazionale.

Questo riconoscimento è anche possibile grazie all’attenzione crescente in Inghilterra e negli Stati Uniti a come il design e la tecnologia a basso costo e sostenibile possano offrire delle soluzioni reali ai problemi del mondo. Agenzie governative come NESTA sono nate principalmente con questo scopo: favorire un’innovazione che sia sociale e sostenibile. E multinazionali come Shell e Audi stanno promuovendo sempre di più concorsi volti a premiare chi sta avendo un impatto positivo nella vita delle persone e del pianeta.

In una città come Milano, piena di creativi di altissimo talento e di architetti e designer da tutta Italia e da tutto mondo, le storie come quella di Emily dovrebbero essere decine, ma fanno fatica ad emergere, parzialmente perché non ricevono il giusto riconoscimento come Emily ha ricevuto in Inghilterra. Ma adesso che arriva The Hub anche in Italia, non vi preoccupate: sarà una delle prime cose che cercheremo di cambiare!





Meraviglie cellulari

29 09 2009

African mobile providers - courtesy The Economist

E’ il 2025. Siete a cena in famiglia quando la vostra primogenita quindicenne comincia a farvi alcune domande sui primi anni del ventunesimo secolo, per una ricerca che deve scrivere a scuola. Il titolo è: “Qual è l’evento più importante dei primi 10 anni del secolo?”.

Ci pensate su un po’, scorrendo le opzioni nella vostra testa. L’11 settembre… La guerra in Iraq… La crisi finanziaria… L’emergere di una nuova coscienza ecologica… Poi sorridete scuotendo la testa. La risposta è ovvia: la diffusione dei telefoni cellulari nei paesi in via di sviluppo.

E’ quasi impossibile valutare adesso l’impatto che questo evento sta avendo su miliardi di vite. Ci sono alcuni studi, frammentati, e una sensazione diffusa: mai tante vite sono state cambiate così radicalmente da un oggetto tanto piccolo. Ce ne parla in un reportage di questa settimana l’Economist, e gli fa eco la Banca Mondiale. E i torinesi di Putting People First (sempre all’avanguardia in queste cose) ci dedicheranno molte riflessioni nei prossimi giorni. Ma i numeri, per quanto difficili da visualizzare, parlano da soli: 4 miliardi di nuovi utenti nei paesi in via di sviluppo dal 2000 ad oggi, con rate in costante accelerazione. 15 milioni di nuovi utenti nella sola India ogni mese.

E mentre noi ci culliamo nel lusso di nuove suonerie, per i poveri del mondo questi nuovi cellulari significano preziosi consigli via SMS su come coltivare in maniera più produttiva, come curarsi da malattie infettive, come trasferire denaro ad un parente senza rischiare viaggi pericolosi o strozzini prestasoldi. Significano un aumento del PIL per persona dello 0,8% ogni 10 punti di aumento in percentuale d’utenza. Significano una rivoluzione socio-economica senza pari nella storia dell’umanità, maggiore dell’invenzione della stampa e della rivoluzione industriale.

Vostra figlia vi ringrazia felice. La ricerca le varrà un bel 10 in pagella.





Google e Grameen Insieme Per L’ Uganda

7 07 2009

google_logo1GF Final Logo

La missione di Google e’ quella di organizzare tutta l’ informazione del mondo e renderla accessibile a chiunque. E’ anche in quest’ ottica che Google ha lanciato insieme all’ AppLab della Grameen Foundation, un progetto pilota in Uganda per portare l’informazione alle popolazioni delle aree rurali.

Il progetto Google SMS, che prevede anche una partnership con MTN Uganda, e’ stato studiato per rispondere alle esigenze delle comunita’ piu’ indigenti che ora grazie ai cellulari e al primo set di applicazioni mobile potranno accedere a servizi e informazioni per loro fondamentali. Qui sotto un video che illustra le finalita’ di AppLab.





Zambikes: un’impresa sociale in bicicletta

1 07 2009

La BBC racconta oggi sul suo sito la storia di Zambikes, un’impresa sociale affiliata ad Acirfa (pronuncia Akerfa) che produce biciclette in bambù in Zambia. Nata dall’idea di due giovani Californiani che giocavano a calcio con due ragazzi dello Zambia, l’impresa sta costruendo il suo business plan su un’alternativa ecologica ed economica al metallo, che per ovvie ragioni e’ difficilmente reperibile e lavorabile in Zambia.

L’idea innovativa e geniale e’ stata quella di prendere un materiale molto comune in Zambia, il bambù, e trasformarlo in un’opportunità commerciale, realizzando un modello di bicicletta bello e resistente come quelli in metallo costruiti nelle ricche città d’occidente. Il risultato: una bicicletta leggera e a buon mercato che non sta solo offrendo un metodo di trasporto leggero ed economico alle comunità locali, ma anche un prodotto appetibile al mercato americano.

Agli americani piace il fatto che le biciclette abbiano un design sofisticato, ma siano al tempo stesso completamente naturali e aiutino direttamente comunità in un paese povero. Ai produttori in Zambia piace l’idea di imparare a lavorare il bambù in maniera cosi’ avanzata, di poter costruire un mezzo di trasporto utile alle loro comunità (ad esempio attraverso la costruzione di Zambulances, ambulanze pilotate da biciclette) e di poter poi applicare queste tecniche di costruzione in altri campi, ad esempio per realizzare case sugli alberi.

Zambikes e’ cosi’ innovativa, ecologica, imprenditoriale e geniale, che potrebbe facilmente rappresentare l’impresa sociale africana par excellence!





Condition: Critical – Express 2/3

5 06 2009

Una testimonianza. Un racconto. Un’accusa all’indifferenza globale. Con il sito Condition: Critical, Médecins Sans Frontières (MSF) ha raccolto negli ultimi anni le storie di centinaia di Congolesi intrappolati nel conflitto che sta devastando da anni l’est del paese.

In questo bellissimo documentario intitolato Express, il secondo di un trittico dedicato ai giovani che stanno lottando contro il conflitto, parlano gli artisti di Goma – pittori, musicisti, danzatori – che raccontano con la loro arte il lamento del cuore dell’Africa.

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La telefonia mobile per l’accesso ai servizi finanziari: l’esperienza di M-PESA

22 03 2009

No time to rest
“Since we have become M-PESA agents we have no time to rest”. Non ha più il tempo di riposarsi il negoziante keniota di Bukura (nel Kenya orientale), intervistato da Olga Morawczynski, dottoranda dell’ Università di Edinburgo, che ha investigato per 9 mesi circa l’adozione dei servizi di M-PESA nelle aree urbane e rurali del Kenia. Nel negozio  di prodotti per la casa a Bukura, oltre a olio e zucchero sono disponibili anche i servizi di M-PESA. In un mese non si è riuscito a vendere neanche un pacco di zucchero, ma i servizi M-PESA sono richiesti fino all’ultimo minuto di apertura.
Vodafone (colosso in UK), Safaricom (tra i primi operatori di telefonia mobile del Kenya, posseduto per il 40% dall’operatore britannico) e The Western Union Company hanno annunciato recentemente il lancio del servizio mobile transfrontaliero MTT (da Mobile Money Transfer). Trasferimenti di denaro  per mezzo del cellulare – tramite il servizio M-PESA, già noto e consolidato in Kenya – ed in pochissimi minuti tra il Regno Unito ed il Kenya, il paese dove oltre l’80% della popolazione è esclusa dai servizi finanziari .

Come scrive nel bell’articolo “Viaggio nei Village phone” Luca Dello, oggi 280 milioni di persone utilizzano il cellulare in Africa, circa il il 30% della popolazione. Si prevede un incremento del 22% nel numero di schede di telefonia mobile acquistate quest’anno; si potrebbe salire dai 270 ai 320 milioni di persone in un solo anno.

mpesa

Innovazioni attraverso l’uso della telefonia mobile nel continente africano
(fonti: il sole24.com e Luc De Wulf,Tradenet in Ghana. Best Practice of the Use of Information Technology, January 28, 2004)

KENYA
– Durante il periodo elettorale, sono state segnalate attraverso sms e fotografie episodi di corruzione e incidenti
– Wilfred Moria, studente d’ingegneria e programmatore, pur non avendo mi toccato con mano un ‘iPhone, ha brevettato per esso un software che permette di ricevere informazioni in tempo reale su tutti gli eventi della proprio città
– A Nairobi un gruppo di ragazzi degli slums ha dato vita alla “Koinonia Technologies” che distribuisce il programma “Freesms
NAMIBIA
– Motorola ha sperimentato stazioni radio base che possono essere alimentate con fonti rinnovabili (energia solare e vento)
ZAMBIA
– a Celpay, un servizio per trasferire denaro attraverso i telefonini, è riuscito a raggiungere un giro d’affari pari al 5% del prodotto nazionale lordo
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO
– Sono in crescita gli utenti Celpay
ZIMBABWE
– Quattro persone fuggite dallo Zimbabwe in Gran Bretagna hanno progettato “Mukuru”:uno “scaffale” on-line che permette agli emigrati di acquistare beni alimentari e inviarli alle famiglie rimaste nella nazione guidata dal presidente Robert Mugabe
SENEGAL
– Daniel Annerose, pensando ai pescatori senegalesi, attraverso “Manobi” invia sms con informazioni sulle previsioni meteorologiche e sui prezzi aggiornati dei mercati. Manobi è utilizzato da 150mila persone.
GHANA
– Mark Davies ha fondato un incubatore di aziende hitech in cui è nato TradeNet.
BURKINA FASO
– Analizzando le cause della mortalità infantile sulla rivista medica “Lancet”, due ricercatori dell’Università di Aberdeen, Lucia D’Ambruoso e Peter Byass, hanno osservato che «un servizio gratuito per gli avvisi medici attraverso telefonia mobile potrebbe aiutare alcune delle famiglie più povere ad affrontare e gestire adeguatamente le emergenze mediche quando non sia disponibile nessun’altra forma di assistenza»
ALTRE INIZIATIVE
– Eric Hershman con il suo blog “White African” sta raccontando le imprese di chi prova nuovi strumenti per la condivisione e la discussione on-line, come l’aggregatore di blog “Afrigator” e lo YouTube sudafricano “Zoopy”.
– Microsoft ha lanciato il programma “Connect Africa” per favorire la collaborazione tecnologica tra ONG; Google ha ospitato nella sede di Mountain View il “Barcamp Africa”, un’occasione che ha riunito alcuni protagonisti del web 2.0 nel continente.
– Due giovani sudafricani, Brian Richardson e Charles Rowlinson, tre anni fa hanno lanciato un servizio per trasferire denaro, pagare le bollette ed acquistare credito telefonico. Oggi “Wizzit”, questo il nome della loro iniziativa, ha 300mila clienti e conta su una rete di 2mila “Wizzikids”: si tratta di persone che ne promuovono l’adozione nelle aree rurali, guadagnando una percentuale per ogni nuovo cliente una quota annuale sul traffico degli utenti.
– “MyGamma Life”, con sede a Singapore, è un “mobile social network” presente in Asia e Africa “[…] allows you to share pictures, make a blog, send messages and even shop online”.
– Sono in fase di sperimentazione sistemi di monitoraggio della salute pubblica attraverso cellulari: da “Episurveyor”, progettato dall’Organizzazione mondiale della sanità, a “InStedd” di Google, l’iniziativa umanitaria seguita da Larry Brilliant, uno dei responsabili del programma di eradicazione del vaiolo.


Il successo di M-PESA

In Kenia, sin dalla sua introduzione nel marzo 2007, la domanda di servizi di M-PESA è stata un crescendo. Per l’accesso al servizio, non è necessario avere un conto corrente, è sufficiente registrasi tramite un agente e col proprio numero di cellulare. È possibile effettuare versamenti e prelievi alla presenza dell’agente M-PESA o inviare denaro via SMS.
Al momento 2,3 milioni di registrazioni e oltre 18 miliardi di Ksh (1 euro equilvale a poco più di 100 scellini kenioti) sono stati trasferiti tra i vari users. Gli users, i migranti che Olga Morawczynski identifica come gli “early adopter”: i consumatori di un nuovo prodotto/servizio innovativo, che contribuiscono al suo miglioramento, alla sua diffusione.

Problemi di cash float

Allo stesso tempo, però, sia gli agenti che i clienti presentano problemi legati al cash float: alcune delle transazioni necessitano del resto e gran parte di queste consistono in prelievi. Gli agenti devono quindi spostarsi di frequente dai villaggi ai centri urbani (in cui hanno sede la maggior parte delle banche in Kenia) per poter disporre di banconote e monete. Un agente di Malaha (piccolo villaggio del Kenia occidentale) corre con la sua bicicletta (evitando i 200 ksh del taxi) almeno una volta al giorno avanti e indietro, alle sei del mattino, per arrivare tre ore dopo a Kakamega per l’apertura delle banche, ritirare il contante e tornare al villaggio per servire i clienti.

Continuare a scegliere M-PESA

I servizi M-PESA hanno già avviato un percorso di fidelizzazione della clientela per via di alcuni benefit intrinseci e difficilmente sostituibili. In Bukura ad esempio, è possibile evitare di recarsi a Kakamega e – anche in caso di attesa di due giorni -, ovvero preferire una passeggiata “from my shamba (farm) and get money. I don’t have to spend and go into town. If the agent does not have cash today, then I will come back tomorrow. It is cheaper to wait”, come afferma un agricoltore anziano.
Fino a quando i clienti valuteranno più vantaggioso aspettare anche uno o due giorni in più per il ritiro del proprio denaro; fino a quando saranno disposti a compensare le (fisiologiche) inefficienze legate ai problemi di cash float con una attesa valutata meno costosa che il recarsi nelle città vicine per lo stesso servizio, il modello continuerà a reggere.

Il futuro prossimo

I tempi ed i costi dei trasporti risulteranno determinanti per il futuro di M-PESA. Al momento, questo servizio è disponibile come iniziativa pilota solo in Kenya. Dovesse prender piede in altri paesi il mercato dei sistemi di pagamento on-line (ad esempio PayPal) potrebbe subire uno shock.
Non a caso, il giorno dopo l’accordo tra i tre operatori (Safaricom, Vodafone e Western Union) il governo keniota ha avviato un’indagine per monitorare i flussi di denaro internazionali tramite il sistema M-PESA, partito  nel marzo 2007.
Il governatore della banca centrale del Kenya, Njuguna Ndung’u, ha già analizzato il sistema definendolo
“a step towards making financial service accessible to all Kenyans who have access to a mobile phone”
ed allo stesso tempo
“the M-Pesa money transfer system is very good, but it can be used by bad people”.





Open Air Cinema: schermi gonfiabili ed istruzione

23 02 2009

opencinema
L’azienda Open Air Cinema, ha da poco lanciato un’iniziativa per fornire alle NGO operanti in Africa una soluzione a supporto dell’educazione e dell’informazione nelle zone rurali del Paese. I CineBox Global infatti sono degli schermi cinematografici gonfiabili già utilizzati dalle Nazioni Unite e da FilmAid nei campi profughi di Kenya e Tanzania. Gli schermi gonfiabili si sono quindi rivelati un medium innovativo per le NGO che, attraverso la proiezioni di filmati e documentari, hanno potuto aumentare la consapevolezza delle popolazioni su argomenti come l’ AIDS e i diritti delle donne  anche nei villaggi più remoti.

[via Springwise]