Terrafutura 2009

28 05 2009

Si apre domani a Firenze la VI edizione di Terrafutura, quest’anno resa ancora piu’ importante dalla crescente crisi che sta colpendo il mondo economico e finanziario:

“Costruire reti di relazioni, di pensiero e di buone pratiche, per dimostrare che sono possibii modelli di sviluppo non fondati su parametri quantitativi, sul consumo delle risorse naturali non rinnovabili, che creano squilibri sociali e nuove povertà, bensì un imperativo morale ma oggi, di fronte alla crisi globale che il pianeta sta attraversando, è diventata una necessità legata alla sopravvivenza dell’ecosistema.”

Nel 2008 i numeri erano questi: oltre 94.000 visitatori, 550 aree espositive con più di 5000 enti rappresentati; 160 eventi culturali e 850 relatori presenti, fra esperti e testimoni di vari ambiti di livello internazionale.

Quest’anno – noi di The Hub ne siamo certi – ce ne saranno molti di piu’! Tra cui noi domani! Se ci siete, battete un colpo: tre quattro zero tre sette cinque sette sei sei otto!

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I Mercati Agricoli Della Cuccagna

14 05 2009

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Progetto Cuccagna organizzera’ domenica 17 Maggio dalle h. 9.00 alle 18, il “Mercato Agricolo della Cuccagna“, un mercato a filiera corta per la vendita diretta di prodotti agricoli nel pieno centro di Milano. Il Mercato si terra’ presso la Cascina Cuccagna tra via Muratori e via Friuli.

Inoltre dalle ore 10.30 alle ore 13.00 si svolgerà la prima conferenza sul tema ambiente e alimentazione dal titolo I mercati a filiera corta nel contesto urbano” in cui interverranno Enrica Agosti (Slow Food), Beppe Casolo (ONAF), Gianbattista Rossi (Civiltà Contadina), Damiano di Simine (Presidente Legambiente Lombardia), Paolo Zanichelli (Presidente Zona 4).





Gardens For Health Vince La Dell Social Innovation Competition

12 05 2009

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La Dell Social Innovation Competition e’ un concorso annuale promosso dall’ Universita’ del Texas rivolto agli studenti universitari di tutto il mondo impegnati in progetti sociali. Quest’anno ad aggiudicarsi il premio da $50,000 sono stati Emma Clippinger e Emily Morell con il loro Gardens for Health. La loro idea? Aiutare gli abitanti dei Paesi subsahariani affetti da HIV/AIDS dando loro facile accesso agli alimenti migliori nella lotta alla malattia. Non e’ infatti sufficiente la sola cura tramite farmaci anti-retrovirali che anzi possono essere di scarso impatto su soggetti malnutriti. 

Nel video qui sotto potete vedere una breve presentazione del progetto.

La scorsa edizione del DSIC ha visto invece vincitore  Husk Power Systems, azienda che ha sviluppato una tecnologia proprietaria in grado di ricavare energia a partire dagli involucri dei chicchi di riso. In questo modo l’azienda riesce a fornire corrente a migliaia di contadini indiani in modo finanziariamente sostenibile e scalabile.





Cameriere? C’è della benzina nel mio caffè!

16 03 2009
courtesy: FotoAntologia.it via Giovanni Savastano

courtesy: FotoAntologia.it via Giovanni Savastano

Se mai siete incuriositi dal mondo della tecnologia applicata a soluzioni sempre più innovative alle sfide ambientali che ci circondano, The Economist pubblica ogni 3 mesi Technology Quarterly, una rassegna fondamentale sull’argomento. Al suo interno, 2 settimane fa, c’era un articolo molto interessante sul fatto che i fondi di caffè – che noi tutti buttiamo via (chi nella spazzatura, chi nel lavandino, a seconda della scuola di pensiero) – possano in realtà essere riutilizzati come fonte d’energia combustibile.

Che molti prodotti vegetali possano produrre biocombustibile non è una novità. La biomassa necessaria per produrre il biocombustibile deriva spesso da residui di colture agricole, potature, scarti di mercati ortofrutticoli e lavorazioni di falegnameria, dalla frazione “umida”, insomma, dei rifiuti solidi urbani, residui organici di stalle, allevamenti e industrie alimentari ecc. Ma sempre più spesso, si coltivano piante appositamente, come la canna da zucchero e la soia, per ottenere la preziosa biomassa.

Il problema con queste colture sta nella diminuzione di altre dedicate alla produzione di cibo. Con l’aumento di semine volte a soddisfare il crescente bisogno di biomassa è diminuita la produzione di prodotti agricoli per esportazione, soprattutto nei mercati emergenti. Il risultato è stato un ulteriore aumento dei prezzi per prodotti alimentari basilari quali il frumento e il mais. Per molti poveri, soprattutto urbani, in paesi in via di sviluppo, più biocombustibile spesso si traduce semplicemente in prezzi più elevati per alimenti nei mercati locali. Fino a 3 volte più cari, confessa la stessa Banca Mondiale.

La scoperta che i residui di caffè potrebbero sostituire biocombustibili ordinari è ottima. Da un lato, ci spiega The Economist, la lavorazione è piuttosto semplice quando paragonata alle altre biomasse. I resti di caffè generano fino al 15% del loro peso in biocombustibile: per produrre 1 gallone (3.7 litri) di combustibile ne occorrono pertanto 19-26 kg. Dall’altro, il costo è piuttosto ridotto, ed è pari a $1 per gallone circa (e siamo solo nelle fasi di ricerca iniziale: l’attivazione di economie di scala diminuirà ulteriormente il prezzo). Infine, l’odore generato dalla combustione dei residui è un piacevole aroma di caffè, a differenza dei biocombustibili a olio, che fanno puzzare tutto di fast-food.

Che aspettiamo? Data la quantità di caffè che già ci beviamo in Italia, potremmo essere il primo paese al mondo che può vantarsi di essere veramente dipendente da quell’espresso bevuto di prima mattina…!





Un orto tra l’asfalto

4 03 2009
Courtesy: Jon Popham @ www.takepart.com

Courtesy: Jon Popham @ http://www.takepart.com

Il fenomeno dell’orto urbano, proposto come ridefinizione moderna dello spazio urbano, come ha fatto il gruppo Work Architecture Company di New York, che ha vinto l’edizione 2008 del premio MoMa per giovani architetti, sta sempre più prendendo piede. Ma non solo: ai giardini ricavati da spazi abbandonati, alla valorizzazione degli scarti, si affiancano le cucine biologiche, gli esperimenti di compostaggio degli scarti alimentari, la creazione di network di persone che collaborano insieme per migliorare alcuni aspetti della propria vita quotidiana. E che trovano in questi momenti un occasione per intrecciare anche relazioni per ricreare un patrimonio di beni comuni e una filosofia della vita basata su aspetti etici che hanno un concreto effetto anche sulle economie locali.

In Italia molti gruppi stanno portando avanti iniziative di questo tipo. Tra questi c’è Crepeurbane, che a Bologna, presso l’Urban Center, ha presentato la mostra fotografica Ins*orti Crepe Fertili. Le immagini riportavano l’atlante delle specie vegetali spontanee maggiormente diffuse sul territorio urbano bolognese; quelle che colonizzano le infinite crepe urbane, e che, nonostante le loro apparenti dimensioni di fragilità, fratturano muri e strade. Gli interventi di Crepe urbane e degli altri guerrilla gardeners recuperano l’eterogenicità, proprio a partire da ciò che più è stato soffocato dal tessuto urbano a sviluppo rapido. Liberare le piante e gli ortaggi diventa dunque simbolo di una protesta contro l’estirpazione di elementi che, come i vegetali, creano reti complesse indispensabili per la nostra sopravvivenza.

[guest blogger: Mariella]





Zoes significa sostenibile

28 01 2009

The Hub non vede l’ora che sia pronta la piattaforma Zoes per innescare una reazione a catena di economia equa e sostenibile!! In bocca al lupo ragazzi!!





Ricomincio da me!

2 12 2008

Ricomincio da me! è un’iniziativa del Comune di Firenze – sportello EcoEquo – che offre la possibilità a 600 famiglie/single che abbiano voglia di mettersi in gioco di riflettere sul modo di vivere e di consumare. Dalla riduzione dei rifiuti al risparmio energetico, dal consumo critico al risparmio idrico, dall’alimentazione alla mobilità sostenibile, il progetto intende dimostrare come senza grandi rinunce sia possibile adottare nuovi stili di vita, all’insegna della riduzione degli sprechi e ad un uso più equo, rispettoso e responsabile delle risorse del pianeta.

Il progetto – realizzato in collaborazione con Legambiente, AIAB, Villaggio dei Popoli e Manitese – è operativo da ottobre 2008 a marzo 2009, e funziona attraverso una serie di laboratori pratici e incontri mensili tra gruppi locali dei vari quartieri di Firenze. Fiorentini: non mancate quest’opportunità di vivere sostenibile!