Wokai: un Kiva per la Cina

30 09 2009

A 60 anni e un giorno dal momento in cui Mao Zedong proclamava la nascita della Repubblica Popolare Cinese, il paese non potrebbe essere più diverso da come il suo fondatore lo ha immaginato. Ed un esempio del profondo cambiamento è Wokai, che significa “io comincio” in cinese.

Il modello è quello di Kiva (anche se il sito è stato impropriamente chiamato un Facebook per contadini cinesi). I donatori scelgono dei micro-progetti tra una serie di potenziali candidati nelle campagne cinesi, a cui offrono un piccolo prestito. Una volta restituito, i soldi possono essere prestati ad un nuovo beneficiario, e via così teoricamente all’infinito.

Wokai rappresenta bene la nuova Cina che sta emergendo da 60 di comunismo: più pronta ad aprirsi all’estero e con un gran desiderio di imprenditorialità diffusa. Le nuove tecnologie in rete le permettono proprio di fare questo salto. Wokai ne è la prova, ed ha gia aiutato quasi 200 persone nelle zone piu rurali del paese, distribuendo micro-prestiti per un valore di quasi $100.000.

Peccato che il sito si rivolga solo ad un pubblico anglosassone e sia pertanto solo in inglese. Se fosse anche in cinese, potrebbe contribuire a diffondere una nuova cultura di filantropia in rete e responsabilità sociale nelle nuove classi abbienti di Beijing e Shanghai.





Mag 2 Milano + Rete Gruppi d’Acquisto Solidale = 200 anni di storia salvati

11 07 2009

homenew

200 anni di storia
Caseificio biologico Tomasoni (Gottolengo, Brescia), 200 anni di storia che rischiavano di evaporare, nel nulla, e nel silenzio-indifferenza delle banche. Ma per fortuna ci sono i GAS, i gruppi di acquisto solidale di Bergamo, Brescia, Como, Lecco e Milano, che con il supporto di Mag2 Milano hanno “fatto credito” al caseificio con un acquisto anticipato di 36 mesi delle forme di grana. Valore dell’operazione, 140mila euro..Mica male no?

Lo shock
Il fatturato del 2003 ammonta  a 2,5milioni di euro, l’anno successivo a 300mila, nel 2008 a 1milione. Il 45% della produzione è rivolta ai GAS. Poi la crisi, dovuta all’incremento del prezzo del latte (+25%) e dei tassi euribor (costi di magazzino per 27mila euro ed esposizione bancaria per 1,6milioni di euro). Si necessita di un nuovo fido bancario di 150mila euro. Nessuna banca disponibile.

La email
A gennaio 2009 Massimo Tomasoni, titolare con i fratelli del caseificio, informa via email i clienti della possibile chiusura. Capitanato dalla Rete dei GAS, parte un tam tam nel web per la raccolta di capitale necessario. Si convoca un’assemblea.

La svolta, con la finanza dal basso
Si legge nel verbale del primo comitato di monitoraggio del 9 aprile 2009 (disponibile qui ) redatto da Mag2 Milano
“L’adesione alla raccolta per Tomasoni è stata ampia e variegata. In sintesi:
– raccolta diretta € 91.000 da parte di 65 GAS;
– raccolta tramite Mag2 € 30.880 da parte di 22 GAS;
– finanziamento triennale di Mag2 € 30.000
Queste somme sono state utilizzate per chiudere le pendenze con il fornitore del latte e
stabilizzare la situazione finanziaria.
Tomasoni, che partecipa ad un gruppo di monitoraggio costituitosi con i GAS e Mag2 per
seguire da vicino gli sviluppi della vicenda, evidenzia con i dati aggiornati al 31 marzo:
– un notevole incremento delle vendite ai GAS e spaccio (+ 100% nel trimestre)
– una riduzione del magazzino di € 100.000 nei primi tre mesi
– l’indebitamento bancario è sceso di € 30.000 in quota capitale.
– la netta riduzione della giacenza di forme: da 3.000 a 2.500 in soli 3 mesi, con la
produzione nel 1° trimestre di solo 40 forme
Tomasoni conferma l’attuale ottimo andamento aziendale e gli obiettivi principali per il
2009: ridurre l’indebitamento bancario relativo al magazzino e ridurre gli oneri finanziari.
Prossimo  appuntamento: La prossima riunione del gruppo di monitoraggio si terrà prima dell’estate, probabilmente da Tomasoni, durante un fine settimana”

Per il prossimo Hub Lunch, o per una gara di cheeserolling sappiamo a chi rivolgerci..
(per il servizio-video del Sole24ore.com sull’esperienza, clicca qui)






Banca Prossima e le nuove alleanze

30 03 2009

finanza-solidale

“Faranno le loro scelte in base alle disponibilità di ciascuna, alla prima data utile per tutti. Noi siamo pronti e ben lieti”. Così “parlò” Morganti, a.d. di Banca Prossima , “oggi” in un convegno a Milano e riportato con una nota dal Sole24Ore just in time.
Le “scelte”saranno fatte dalle Fondazioni Cariplo, Cariparo e dalla Compagnia di San Paolo che entreranno in Banca Prossima (che manterrà la maggioranza assoluta). L’operazione dovrebbe concludersi entro settembre prossimo; potrebbe comportare un ampliamento dei target preferenziali di Banca Prossima, favorendo investimenti in settori ed imprese sociali innovativi ed iniziative con maggiore impatto sui territori e replicabili in diversi contesti.
Seguiamone gli sviluppi!





Finanziamenti per imprese sociali

14 09 2008

Ho appena scritto un articolo per il blog di Vita su come varie imprese sociali nel mondo stiano esplorando nuovi canali di finanziamento per le loro attività. Lo copio qui sotto (ma in inglese perchè ahimè non ho tempo di tradurlo in italiano). Buon fundraising!

For those of us running social enterprises or aspiring to set one up, the first challenge – often bordering on nightmare – is of course financing. So far, social ventures have relied on combination of grant and debt financing, which is often very time-consuming and unsustainable. But things are slowly changing, and many social enterprises across the world are breaking new ground in the way they resources their work.

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Costruendo un mercato per lo sviluppo

28 07 2008

Traduco di seguito un articolo che ho scritto per il blog di Vita Europe, The Unreasonables, che gestisco per loro e che s’incentra soprattutto sul mondo dell’imprenditoria sociale. Un post un po’ più lungo del solito, ma spero lo troverete interessante!

La Banca Mondiale ha da tempo molta fede nel mercato come mezzo per promuovere lo sviluppo internazionale. Sebbene non sia sempre stata una delle organizzazioni multilaterali più efficaci o comprensive, le vanno riconosciuti molti sforzi per trovare soluzioni innovative a vecchi problemi. È stata per esempio una delle prime organizzazioni ad usare sistemi di mappatura terrestre basati su Google Maps per facilitare l’accesso e la diffusione d’informazioni sui suoi progetti di sviluppo nel mondo. È anche stata una delle prime ad usare la blogosfera per raggiungere un pubblico più ampio, e se non avete di meglio da fare vi consiglio vivamente di leggere di quando in quando il suo blog Private Sector Development.

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