Wokai: un Kiva per la Cina

30 09 2009

A 60 anni e un giorno dal momento in cui Mao Zedong proclamava la nascita della Repubblica Popolare Cinese, il paese non potrebbe essere più diverso da come il suo fondatore lo ha immaginato. Ed un esempio del profondo cambiamento è Wokai, che significa “io comincio” in cinese.

Il modello è quello di Kiva (anche se il sito è stato impropriamente chiamato un Facebook per contadini cinesi). I donatori scelgono dei micro-progetti tra una serie di potenziali candidati nelle campagne cinesi, a cui offrono un piccolo prestito. Una volta restituito, i soldi possono essere prestati ad un nuovo beneficiario, e via così teoricamente all’infinito.

Wokai rappresenta bene la nuova Cina che sta emergendo da 60 di comunismo: più pronta ad aprirsi all’estero e con un gran desiderio di imprenditorialità diffusa. Le nuove tecnologie in rete le permettono proprio di fare questo salto. Wokai ne è la prova, ed ha gia aiutato quasi 200 persone nelle zone piu rurali del paese, distribuendo micro-prestiti per un valore di quasi $100.000.

Peccato che il sito si rivolga solo ad un pubblico anglosassone e sia pertanto solo in inglese. Se fosse anche in cinese, potrebbe contribuire a diffondere una nuova cultura di filantropia in rete e responsabilità sociale nelle nuove classi abbienti di Beijing e Shanghai.





Zambikes: un’impresa sociale in bicicletta

1 07 2009

La BBC racconta oggi sul suo sito la storia di Zambikes, un’impresa sociale affiliata ad Acirfa (pronuncia Akerfa) che produce biciclette in bambù in Zambia. Nata dall’idea di due giovani Californiani che giocavano a calcio con due ragazzi dello Zambia, l’impresa sta costruendo il suo business plan su un’alternativa ecologica ed economica al metallo, che per ovvie ragioni e’ difficilmente reperibile e lavorabile in Zambia.

L’idea innovativa e geniale e’ stata quella di prendere un materiale molto comune in Zambia, il bambù, e trasformarlo in un’opportunità commerciale, realizzando un modello di bicicletta bello e resistente come quelli in metallo costruiti nelle ricche città d’occidente. Il risultato: una bicicletta leggera e a buon mercato che non sta solo offrendo un metodo di trasporto leggero ed economico alle comunità locali, ma anche un prodotto appetibile al mercato americano.

Agli americani piace il fatto che le biciclette abbiano un design sofisticato, ma siano al tempo stesso completamente naturali e aiutino direttamente comunità in un paese povero. Ai produttori in Zambia piace l’idea di imparare a lavorare il bambù in maniera cosi’ avanzata, di poter costruire un mezzo di trasporto utile alle loro comunità (ad esempio attraverso la costruzione di Zambulances, ambulanze pilotate da biciclette) e di poter poi applicare queste tecniche di costruzione in altri campi, ad esempio per realizzare case sugli alberi.

Zambikes e’ cosi’ innovativa, ecologica, imprenditoriale e geniale, che potrebbe facilmente rappresentare l’impresa sociale africana par excellence!





Bill Drayton, Fondatore di Ashoka Spiega L’Imprenditoria Sociale

30 06 2009

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Da molti definito come “il padre” dell’  imprenditoria sociale, Bill Drayton e’ il fondatore di Ashoka , un’ organizzazione internazionale che dal 1981 ha sostenuto piu’ di 2000 imprenditori sociali in 60 paesi intorno al mondo. E’ assolutamente da ascoltare quindi l’ intervista fatta a Drayton dall’ Harvard Business IdeaCast.

Drayton non solo suggerisce che ci sia “bisogno di veri imprenditori nella sanita’, nell’ educazione e nei diritti umani” come ce ne sono in ogni altro settore economico ma fornisce anche un’interessante definizione di imprenditori sociale come “[…] a community of leading social entrepreneurs working together.

Scardinando quindi le usuali logiche di competizione e quote di mercato che regolano il mondo economico come l’abbiamo conosciuto fino ad oggi, l’ imprenditoria sociale trova un cardine fondamentale nella collaborazione e nel sostegno reciproco tra imprenditori per dare concretezza alle idee piu’ brillanti di cui il mondo ha bisogno in questo momento.





Terrafutura 2009

28 05 2009

Si apre domani a Firenze la VI edizione di Terrafutura, quest’anno resa ancora piu’ importante dalla crescente crisi che sta colpendo il mondo economico e finanziario:

“Costruire reti di relazioni, di pensiero e di buone pratiche, per dimostrare che sono possibii modelli di sviluppo non fondati su parametri quantitativi, sul consumo delle risorse naturali non rinnovabili, che creano squilibri sociali e nuove povertà, bensì un imperativo morale ma oggi, di fronte alla crisi globale che il pianeta sta attraversando, è diventata una necessità legata alla sopravvivenza dell’ecosistema.”

Nel 2008 i numeri erano questi: oltre 94.000 visitatori, 550 aree espositive con più di 5000 enti rappresentati; 160 eventi culturali e 850 relatori presenti, fra esperti e testimoni di vari ambiti di livello internazionale.

Quest’anno – noi di The Hub ne siamo certi – ce ne saranno molti di piu’! Tra cui noi domani! Se ci siete, battete un colpo: tre quattro zero tre sette cinque sette sei sei otto!





The Hub a Roma

19 05 2009

Locandina Prima Giornata della Creatività Provincia di Roma

Di ritorno da una bella settimana a Roma, dove The Hub e’ stato invitato dalla Provincia di Roma a parlare ad un’importante evento su creativita’ ed innovazione, tenutosi il 13 maggio al Tempio di Adriano. Gabriele Caramellino di Nova ne fa un’ottima recensione, incapsulando anche il mio intervento un po’ provocatorio verso la fine. Be’, almeno ci abbiamo provato a scuotere un po’ la sala… 😉

Sono mesi che riceviamo messaggi e richieste di vario tipo e da varie realtà romane interessate a far partire qualcosa di simile a quello che stiamo facendo a Milano da circa un anno e da quello che abbiamo già fatto in 15 altre città del mondo. Ora il momento e’ arrivato per cominciare a costruire una comunita’ di Hubbers romani. Se vi interessa prendervi parte, scrivete a Dario, che per il momento sta coordinando le attivita’ sulla capitale dario.carrera [at] the-hub.net.

Tra le cose piu’ interessanti e rivelatrici visitate in questi giorni romani, spicca sicuramente per eccellenza ma anche per valore sprecato l’incubatore per imprese sociali InVerso, attivato a suo tempo da Alessandro Messina, ora all’ABI. Eccellenza per l’alto valore di imprese etiche ed innovative che vi trovarono casa all’incipit. Valore sprecato per lo stato in cui verte ora, abbandonato a se stesso e praticamente vuoto.

The Hub saprebbe bene cosa farne di 1000 mq come quelli in dotazione ad InVerso! E lo fara’ vedere molto presto alle realta’ romane! Venimus, vidimus, vicimus!





I Piu’ Promettenti Imprenditori Sociali degli Stati Uniti

30 04 2009

imprenditori sociali

Molti di loro sono giovanissimi e hanno gia’ tradotto in pratica le loro brillanti idee per migliorare la vita delle persone. A gennaio la rivista Business Week ha chiesto ai propri lettori di nominare i piu’ promettenti imprenditori sociali degli Stati Uniti. Partendo dagli oltre  200 nomi ricevuti, la redazione ha in seguito estratto i migliori 25. Dalla Amazon con una missione sociale , alla coppia che ogni giorno porta piu’ 20,000 pasti nelle scuole delle aree depresse di San Francisco e Los Angeles, potrete trovare qui tutti i profili e le storie di chi sta gia’ costruendo l’economia di domani.





La “città impresa sociale”

30 03 2009

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Blackpool , cittadina ad ovest dell’Inghilterra di 140mila abitanti, potrebbe divenire la prima “social enterprise town” in UK nominata dalla Social Enterprise North West (SENW) , organizzazione di supporto all’impresa sociale, che sta sperimentando il modello delle “social enterprise towns” sulla scia del successo della “Fairtrade Towns initiative”

Criteri-guida per la definizione e l’assegnazione dello status di “social enterprise town” sono:
– un certo numero di imprese sociali, relativamente al numero della popolazione residente;
– supporto dell’amministrazione locale verso iniziative d’imprendotoria sociale e loro sviluppo;
– dare dimostrazione dei forti legami tra imprese sociali e committenti (pubblici e privati) nel territorio;
– coinvolgimento delle scuole.

Stevenson-Dodd, uno dei social enterprise ambassador ha affermato: “In December, I gave a speech at a social enterprise conference in Blackpool which, it turns out, is a town with an amazing 40 social enterprises. […]the local social enterprise movement now very keen to find out if they can become the UK’s first official Social Enterprise Town.”

L’idea è avvincente, ma la strada sembra ancora tortuosa. I criteri sono ancora in costruzione e la determinazione di indicatori qualitativi – in particolare se si coinvolgono le pubbliche amministrazioni locali – potrebbe portare a facili distorsioni della realtà.
Tuttavia, l’ipotesi di una competizione, di una gara “medievale” nel mondo dei Comuni italiani costituirebbe un vero salto di qualità (si pensi, ad esempio, all’inserimento delle imprese sociali – e non solo organismi del volontariato o dediti al “tempo libero” – come una delle variabili-chiave nel determinare la qualità della vita, come nelle indagini annuali Censis nelle province italiane).
Fattori quali (ì) maggior numero di imprese sociali nel proprio territorio, (ìì) programmi pubblici ed iniziative private di supporto allo start-up e sviluppo, (ììì) attività di formazione e sensibilizzazione delle nuove generazioni sui temi di impresa ed innovazione sociale potrebbero – se messi a sistema – generare percorsi virtuosi di sviluppo locale solidale, nuova e “buona”occupazione, “cultura” dell’innovazione sociale.

Le indagini statistiche ci sono, le fonti d’investimento rintracciabili, la qualità dei progetti e delle iniziative misurabili e condivisibili..partiamo da qui..





Banca Prossima e le nuove alleanze

30 03 2009

finanza-solidale

“Faranno le loro scelte in base alle disponibilità di ciascuna, alla prima data utile per tutti. Noi siamo pronti e ben lieti”. Così “parlò” Morganti, a.d. di Banca Prossima , “oggi” in un convegno a Milano e riportato con una nota dal Sole24Ore just in time.
Le “scelte”saranno fatte dalle Fondazioni Cariplo, Cariparo e dalla Compagnia di San Paolo che entreranno in Banca Prossima (che manterrà la maggioranza assoluta). L’operazione dovrebbe concludersi entro settembre prossimo; potrebbe comportare un ampliamento dei target preferenziali di Banca Prossima, favorendo investimenti in settori ed imprese sociali innovativi ed iniziative con maggiore impatto sui territori e replicabili in diversi contesti.
Seguiamone gli sviluppi!





Gli incubatori che fecero l’impresa

28 03 2009

Dario Carrera mi invia questo bel video su YouTube fatto per raccontare la storia degli incubatori d’impresa del Comune di Roma, un’esperienza che ha incluso interessanti sperimentazioni con imprese sociali e imprese OSS. Un’esperienza che confluisce dentro The Hub Milano grazie all’apporto al progetto di Dario stesso (co-fondatore The Hub Italia) e a molte sinergie metodologiche.

Buona visione!





Enabled by Design rilancia il suo sito

28 03 2009

In occasione del rilancio del suo sito, ho pensato di parlarvi di un’impresa sociale che fa parte del nostro network e che è veramente eccezionale.

Enabled by Design è un’iniziativa di Denise Stephens, una giovane affetta da sclerosi multipla che invece di lasciarsi andare ad una vita da inferma, ha deciso di reagire e fondare un’organizzazione per la creazione di soluzioni innovative attraverso il design per chi soffre di problemi motori.

Il trampolino di lancio per Denise è stato il Social Innovation Camp dell’anno scorso, di cui è stata vincitrice. Da allora, dopo essere diventata un membro di The Hub Islington e lavorando a stretto contatto con Innovation Exchange e UnLtd, Denise è riuscita a creare un’organizzazione innovativa che sta cambiando la vita a centinaia di persone. Insieme al co-fondatore di Enabled by Design, Dominic Campbell, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, ed è finita sulla copertina del supplemento Society del prestigioso giornale The Guardian in Inghilterra.

Potete seguire gli sviluppi di questa splendida iniziativa e della sua fantastica creatrice sul blog di Enabled by Design.