Le start-up (sociali) più intriganti del momento

17 11 2009

Chi l’avrebbe mai detto? Nel bel mezzo di questa crisi economica, sono proprio le imprese sociali che fanno leva su prodotti o servizi innovativi quelle che stanno rimettendo in piedi il mondo. Non ci credete? Leggete un po’ quello che ci racconta BusinessWeek, una delle riviste di settore più importanti negli USA, a proposito delle start-up più intriganti al momento. Indovinate un po’? La maggior parte di loro sono proprio imprese sociali come quelle che vengono ad abitare da noi a The Hub.

C’è China Water & Energy, ad esempio, che costruisce impianti eco-eolici per le industrie cinesi sempre più affamate di energia. C’è Driptech, una start-up di Palo Alto in California che produce sistemi d’irrigazione a basso costo (fino a $5) per contadini nei paesi emergenti, aiutandoli a superare la crisi delle risorse idriche. E c’è CitySourced, un’applicazione per l’iPhone che permette a semplici cittadini di segnalare quello che non va in città (una strada dissestata, un semaforo rotto) direttamente agli amministratori comunali, in puro stile Government 2.0. Tutte queste non sono solo imprese promettenti nel panorama globale: sono soprattutto imprese sociali, impegnate a migliorare la vita delle persone e del pianeta.

Chi l’avrebbe mai detto? Noi ve lo stiamo dicendo da un pezzo!





La casa di The Hub Oaxaca

16 11 2009

Non è facile farci diventare invidiosi. In fondo, qui a Milano abbiamo uno degli spazi più belli dell’intera rete internazionale di The Hub, 570 mq di splendore nel cuore di uno dei quartieri più dinamici e affascinanti della capitale lombarda. Ma The Hub Oaxaca ci è riuscito: guardate questo video per credere…!

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Wake Up Rome! E’ in arrivo The Hub!

16 11 2009

E’ passata più di una settimana (e ci scusiamo per il ritardo di questo post!), ma ancora se ne parla in rete e nelle strade di Roma; The Hub Roma si è presentato lo scorso sabato 7 novembre negli spazi di Ricerca e Cooperazione in via Savona. C’era Shoot for Change che ci ha fatto dei bellissimi ritratti saltanti (vedi sopra, mentre salto con Conny ed Ivan). C’erano dei vecchi amici come Andrea e Daniele di Kanso, Giuanluca di Liberi Nantes e Stefano di Kidzdream, ma soprattutto molte facce nuove, incuriosite ed entusiaste. In tutto, più di cento persone!

Una cosa è certa: Roma è entrata in piena fase di start-up, ormai è una questione di mesi e anche la capitale avrà un Hub tutto suo, in cui far decollare centinaia di progetti innovativi in ambito sociale e ambientale. In bocca al lupo ragazzi… o meglio, in bocca alla lupa!





Milano Puo’ Diventare Una Citta’ Per Ciclisti?

11 11 2009

L’ iniziativa Bikemi, promossa da Comune di Milano e ATM, e’ partita nel Dicembre 2008 con 40 stazioni e oggi ne conta oltre 100. Dopo le esperienze di altre citta’ europee, prima di tutte Parigi, anche da noi il bikesharing e’ stato, fin da subito, accolto da tutti favorevolmente.

Questo tuttavia non basta a rendere Milano una citta’ a “misura di bicicletta”. E’ sul sito dello stesso Bikemi che viene pubblicata la mappa con le piste ciclabili della citta’. In nero si possono vedere le piste attuali; in rosso quelle in costruzione entro la fine di quest’ anno. Le mie preferite sono quelle lunghe 500 metri…

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Cosa si puo’ fare? Se uno dei cardini dell’ innovazione sociale e’ replicare le best practices di altri Paesi, allora potremmo guardare oltreoceano. La giovanissima rivista Shareable ha pubblicato recentemente un interessante articolo in cui racconta gli sviluppi di Boston per cercare di essere una citta’ piu’ vicina ai ciclisti.

In particolare, a partire dal 2007,  sono stati presi alcuni provvedimenti interessanti. Negli ultimi due anni sono stati aggiunte 500 rastrelliere talvolta anche rimuovendo dei parcheggi per auto; e’ stata pubblicata e venduta una mappa riportante diversi percorsi per ciclisti e, vendendo lo spazio pubblicitario, e’ stato possibile finanziare dei programmi per incentivare i giovani ad utilizzare le bici; e’ stato lanciato un programma per formare le aziende cercando di renderle maggiormente bike-friendly e molti edifici si sono attrezzati per avere un spazio al coperto dove poter parcheggiare le bici; e’ stato lanciato il programma Bike Friday che, oltre ad una colazione gratis, include un giro per la citta’ con guide specializzate.

Se tutto questo e’ stato possibile e’ stato anche grazie Nicole Freedman, ex-studente MIT ed ex-ciclista olimpionica. Di seguito potete trovare le slide pubblicate dalla Freedman con i risultati dei primi anni e le aspirazioni per i prossimi.

Freedman fornisce qualche consiglio per tutte le citta’ che volessero diventare convertirsi alle due ruote: e’ fondamentale una partnership tra pubblico e privato perche’ nessuna iniziativa di bike-sharing puo’ essere fatta senza utilizzare lo spazio pubblico; studiate qualsiasi modo che possa portare le persone a lasciare la macchina e a prendere la bici; organizzate dei programmi ad-hoc su argomenti specifici come la sicurezza; e soprattutto guardate all’ esterno e copiate i migliori.

Milano e’ una citta’ piccola (non e’ Los Angelese) e piatta (non e’ San Francisco). Anche se queste premesse non sono sufficienti, la pongono in una posizione favorevole per diventare un giorno un punto di riferimento. Una domanda per voi: quali sono i progetti migliori di Milano che incentivano l’ utilizzo della bicicletta?





Una nuova agenda per l’innovazione sociale in Europa

30 10 2009
The Hub Islington, Londra

The Hub Islington, Londra

Continua la consultazione dell’Unione Europea su come creare una politica efficace per promuovere innovazione sociale in Europa. L’obiettivo: Reinventare l’Europa attraverso l’Innovazione. Mente operativa dietro a questa consultazione è Diogo Vasconcelos, attualmente Distinguished Fellow della Internet Business Solutions Group di Cisco, ma in passato anche rappresentante per il Portogallo al Consiglio Europeo dei Ministri e un collaboratore di SIX.

Tutti noi abbiamo l’opportunità di contribuire a questa consultazione, visitando il blog Innovation Unlimited del DG Impresa e Industria. Ma quelle che ci riempiono di entusiasmo in questa fase sono le 5 proposte chiavi di orientamento per una politica Europea più innovativa:

  1. L’ampliamento del concetto d’innovazione, da business a innovazione sociale;
  2. L’attenzione a velocità e sincronizzazione, allontanandosi da burocrazie inefficienti e spostandosi verso partnership più flessibili e norme a sostegno dell’innovazione;
  3. L’impegno a investire in infrastruttura con il potere si liberare il potenziale europeo, meno ponti (sic) e più fibre ottiche, meno controllo più open access;
  4. L’attenzione a nuovi modelli finanziari (e noi spereremmo si cominci a spingere il concetto di patient capital, gia espresso da Jacqueline Novogratz di Acumen Fund).
  5. E soprattutto l’attenzione a nuovi spazi per la collaborazione, da chiusi a spazi in rete e collegati tra loro.

In pratica, stanno cercando The Hub! Se vi capita, diteglielo!!





Il divertimento dell’innovazione sociale

15 10 2009

Alcuni hanno inventato un pianoforte gigante per far fare più scale alle persone:

Altri stanno progettando un videogioco per incrementare il riciclo:

E voi cosa vi inventereste di divertente per cambiare il comportamento delle persone e renderlo più sostenibile? Qualunque cosa sia, sbrigatevi a condividerla: dalla prossima settimana fino al 15 novembre potrete fare a gara per vincere €2500!





Emily Cummins e il Design che salverà il mondo

14 10 2009

Si chiama Emily Cummins. Ha 22 anni ed è appena stata nominata Donna dell’Anno in Inghilterra. Ma non è il primo riconoscimento che riceve, da Donna del Futuro a Giovane Designer e Innovatrice dell’Anno. In tutto, oltre una dozzina di importanti riconoscimenti al suo talento a alla sua passione.

Emily è un designer, come ce ne sono tanti a Milano. Ma la sua passione non è l’ultimo grido nel mondo del mobilio per ufficio. Emily si accende quando deve risolvere problemi che affliggono milioni di persone nel mondo, come ad esempio conservare medicinali in un clima tropicale e senza accesso a energia elettrica. E’ così che Emily inventa il primo frigorifero completamente sostenibile, portatile e a energia solare, un prototipo che è stato già testato in Namibia e che presto verrà immesso sul mercato internazionale.

Questo riconoscimento è anche possibile grazie all’attenzione crescente in Inghilterra e negli Stati Uniti a come il design e la tecnologia a basso costo e sostenibile possano offrire delle soluzioni reali ai problemi del mondo. Agenzie governative come NESTA sono nate principalmente con questo scopo: favorire un’innovazione che sia sociale e sostenibile. E multinazionali come Shell e Audi stanno promuovendo sempre di più concorsi volti a premiare chi sta avendo un impatto positivo nella vita delle persone e del pianeta.

In una città come Milano, piena di creativi di altissimo talento e di architetti e designer da tutta Italia e da tutto mondo, le storie come quella di Emily dovrebbero essere decine, ma fanno fatica ad emergere, parzialmente perché non ricevono il giusto riconoscimento come Emily ha ricevuto in Inghilterra. Ma adesso che arriva The Hub anche in Italia, non vi preoccupate: sarà una delle prime cose che cercheremo di cambiare!





The Hub Milano nella giuria dei GDOWeek ‘Ethic Awards’

8 10 2009

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E’ ufficiale: The Hub Milano parteciperà in veste di giurato all’edizione 2009 dei GDOWeek Ethic Awards. Il Premio, inaugurato nel 2002, vuole riconoscere, segnalare e premiare l’impegno che le imprese stanno dimostrando attraverso iniziative concrete in logica di “sviluppo sostenibile”, atte quindi ad un miglioramento della qualità della vita, dell’ambiente, del lavoro, delle relazioni sociali e della cultura.

Spiega il direttore della rivista, Cristina Lazzati:

Assistiamo ad innovazioni introdotte in logica di “greening” per ridurre al minimo l’impatto ambientale, a investimenti in R&S volti a progettare prodotti e servizi dal punto di vista del ciclo di vita nel rispetto delle persone e del pianeta. Così come alla creazione di programmi e progetti a braccetto con il territorio, con il tessuto sociale nella quale le aziende sono inserite. […] Ethic Award si assume onere e onori di evidenziare le best practices, simbolo di un modo nuovo di fare impresa, affinché possano essere propulsori di un cambiamento.

La premiazione si svolgerà il 18 novembre, e noi vi terremo informati con un “dietro le quinte” dei candidati e di tutto l’evento!






Wokai: un Kiva per la Cina

30 09 2009

A 60 anni e un giorno dal momento in cui Mao Zedong proclamava la nascita della Repubblica Popolare Cinese, il paese non potrebbe essere più diverso da come il suo fondatore lo ha immaginato. Ed un esempio del profondo cambiamento è Wokai, che significa “io comincio” in cinese.

Il modello è quello di Kiva (anche se il sito è stato impropriamente chiamato un Facebook per contadini cinesi). I donatori scelgono dei micro-progetti tra una serie di potenziali candidati nelle campagne cinesi, a cui offrono un piccolo prestito. Una volta restituito, i soldi possono essere prestati ad un nuovo beneficiario, e via così teoricamente all’infinito.

Wokai rappresenta bene la nuova Cina che sta emergendo da 60 di comunismo: più pronta ad aprirsi all’estero e con un gran desiderio di imprenditorialità diffusa. Le nuove tecnologie in rete le permettono proprio di fare questo salto. Wokai ne è la prova, ed ha gia aiutato quasi 200 persone nelle zone piu rurali del paese, distribuendo micro-prestiti per un valore di quasi $100.000.

Peccato che il sito si rivolga solo ad un pubblico anglosassone e sia pertanto solo in inglese. Se fosse anche in cinese, potrebbe contribuire a diffondere una nuova cultura di filantropia in rete e responsabilità sociale nelle nuove classi abbienti di Beijing e Shanghai.