The Hub Milano nella giuria dei GDOWeek ‘Ethic Awards’

8 10 2009

Logo def Ethic2009 acqua

E’ ufficiale: The Hub Milano parteciperà in veste di giurato all’edizione 2009 dei GDOWeek Ethic Awards. Il Premio, inaugurato nel 2002, vuole riconoscere, segnalare e premiare l’impegno che le imprese stanno dimostrando attraverso iniziative concrete in logica di “sviluppo sostenibile”, atte quindi ad un miglioramento della qualità della vita, dell’ambiente, del lavoro, delle relazioni sociali e della cultura.

Spiega il direttore della rivista, Cristina Lazzati:

Assistiamo ad innovazioni introdotte in logica di “greening” per ridurre al minimo l’impatto ambientale, a investimenti in R&S volti a progettare prodotti e servizi dal punto di vista del ciclo di vita nel rispetto delle persone e del pianeta. Così come alla creazione di programmi e progetti a braccetto con il territorio, con il tessuto sociale nella quale le aziende sono inserite. […] Ethic Award si assume onere e onori di evidenziare le best practices, simbolo di un modo nuovo di fare impresa, affinché possano essere propulsori di un cambiamento.

La premiazione si svolgerà il 18 novembre, e noi vi terremo informati con un “dietro le quinte” dei candidati e di tutto l’evento!

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Wokai: un Kiva per la Cina

30 09 2009

A 60 anni e un giorno dal momento in cui Mao Zedong proclamava la nascita della Repubblica Popolare Cinese, il paese non potrebbe essere più diverso da come il suo fondatore lo ha immaginato. Ed un esempio del profondo cambiamento è Wokai, che significa “io comincio” in cinese.

Il modello è quello di Kiva (anche se il sito è stato impropriamente chiamato un Facebook per contadini cinesi). I donatori scelgono dei micro-progetti tra una serie di potenziali candidati nelle campagne cinesi, a cui offrono un piccolo prestito. Una volta restituito, i soldi possono essere prestati ad un nuovo beneficiario, e via così teoricamente all’infinito.

Wokai rappresenta bene la nuova Cina che sta emergendo da 60 di comunismo: più pronta ad aprirsi all’estero e con un gran desiderio di imprenditorialità diffusa. Le nuove tecnologie in rete le permettono proprio di fare questo salto. Wokai ne è la prova, ed ha gia aiutato quasi 200 persone nelle zone piu rurali del paese, distribuendo micro-prestiti per un valore di quasi $100.000.

Peccato che il sito si rivolga solo ad un pubblico anglosassone e sia pertanto solo in inglese. Se fosse anche in cinese, potrebbe contribuire a diffondere una nuova cultura di filantropia in rete e responsabilità sociale nelle nuove classi abbienti di Beijing e Shanghai.





Meraviglie cellulari

29 09 2009

African mobile providers - courtesy The Economist

E’ il 2025. Siete a cena in famiglia quando la vostra primogenita quindicenne comincia a farvi alcune domande sui primi anni del ventunesimo secolo, per una ricerca che deve scrivere a scuola. Il titolo è: “Qual è l’evento più importante dei primi 10 anni del secolo?”.

Ci pensate su un po’, scorrendo le opzioni nella vostra testa. L’11 settembre… La guerra in Iraq… La crisi finanziaria… L’emergere di una nuova coscienza ecologica… Poi sorridete scuotendo la testa. La risposta è ovvia: la diffusione dei telefoni cellulari nei paesi in via di sviluppo.

E’ quasi impossibile valutare adesso l’impatto che questo evento sta avendo su miliardi di vite. Ci sono alcuni studi, frammentati, e una sensazione diffusa: mai tante vite sono state cambiate così radicalmente da un oggetto tanto piccolo. Ce ne parla in un reportage di questa settimana l’Economist, e gli fa eco la Banca Mondiale. E i torinesi di Putting People First (sempre all’avanguardia in queste cose) ci dedicheranno molte riflessioni nei prossimi giorni. Ma i numeri, per quanto difficili da visualizzare, parlano da soli: 4 miliardi di nuovi utenti nei paesi in via di sviluppo dal 2000 ad oggi, con rate in costante accelerazione. 15 milioni di nuovi utenti nella sola India ogni mese.

E mentre noi ci culliamo nel lusso di nuove suonerie, per i poveri del mondo questi nuovi cellulari significano preziosi consigli via SMS su come coltivare in maniera più produttiva, come curarsi da malattie infettive, come trasferire denaro ad un parente senza rischiare viaggi pericolosi o strozzini prestasoldi. Significano un aumento del PIL per persona dello 0,8% ogni 10 punti di aumento in percentuale d’utenza. Significano una rivoluzione socio-economica senza pari nella storia dell’umanità, maggiore dell’invenzione della stampa e della rivoluzione industriale.

Vostra figlia vi ringrazia felice. La ricerca le varrà un bel 10 in pagella.





The Hub: collaborazione radicale d’eccellenza!

27 09 2009

Hub Berkley

Lo stanno facendo tutti. Da piccole medie imprese che condividono risorse per la ricerca e lo sviluppo a tutte le persone nel mondo che stanno costruendo Wikipedia. Si chiama collaborazione radicale ed é sempre più vista come la maniera migliore per arrivare a soluzioni sempre più efficaci ed innovative ai problemi socio-ambientali che ci circondano.

Tra gli esempi d’eccellenza citati in un articolo su Worldchanging – uno dei siti al mondo più autorevoli nel campo della sostenibilità e dell’innovazione sociale – c’é Green Xchange, un’iniziativa nata a Davos nel gennaio 2009 sotto l’egida di Nike, Creative Commons e Best Buy che prevede la condivisione d’informazioni tra imprese che stanno facendo ricerca in sostenibilità.

E c’é anche The Hub, con il suo splendente nuovo centro di Berkeley, Bay Area, California, aperto solo 3 settimane fa! Grazie Worldchanging! E in bocca al lupo ai nuovi Hubbers di San Francisco!





Progetto 10 alla 100esima: é ora di votare!

26 09 2009

Un anno fa, Google ha lanciato un concorso internazionale per selezionare le idee top per un mondo migliore. Il criterio centrale? Aiutare quante più persone possibile. In palio: $10 milioni. Il progetto si chiama Project 10100.

Più di 150.000 individui da 170 paesi diversi hanno inviato le loro idee. Le migliori sono state raggruppate in 16 gruppi distinti. Spaziano dallo sviluppo di sistemi informatici per mappare e rendere più efficaci le risposte a catastrofi naturali e umanitarie, alla creazione di un sito internazionale per monitorare l’operato dei settori pubblici del globo, e renderli più trasparenti e onesti.

È ovviamente difficilissimo scegliere quale di questi gruppi debba vincere (e quindi in che maniera verranno spesi questi $10 milioni), perché sono tutti più che meritevoli e i problemi che si propongono di risolvere di simile urgenza. Noi di The Hub Milano abbiamo tuttavia votato per la creazione di un fondo a sostegno degli imprenditori sociali, che investa concretamente in idee socialmente responsabili e imprenditorialmente sostenibili per un mondo migliore.

Ora tocca a voi dire la vostra. Votate per Project 10100 qui





John Grant e la scrittura come co-opportunità

24 09 2009

Non é il primo a provarci e nemmeno il primo che vi segnaliamo. Lo aveva già fatto Charles Leadbeater con We Think e lo sta facendo anche Adam Arvidsson dell’Università degli Studi di Milano con il suo studio sull’economia etica. Ora é la volta di John Grant, autore del blog Greenormal nonché di 4 libri di successo, incluso ‘The Green Marketing Manifesto’ su – appunto – le nuove metodologie di marketing ‘verde’.

Il suo nuovo libro Co-opportunity parla di come solo dei sistemi collaborativi potranno costruire un futuro migliore e più sostenibile per noi e per il pianeta. E lo vuole dimostrare aprendo al pubblico la stesura del libro stesso, per captare quella ricchezza di pensiero che esiste nella ‘crowd’. Se volete dire la vostra, incluso sul sottotitolo del libro che non é ancora stato scelto, visitate il sito di PSFK.