Gli All Blacks al Beccaria

28 11 2009

Cinque campioni della Nazionale Neozelandese di Rugby visitano i ragazzi dell’Istituto Penale Minorile Cesare Beccaria di Milano. Un incontro e un allenamento che rappresentano un sogno realizzato.

Il 1° dicembre 2009 gli All Blacks scendono nel piccolo campo dell’Istituto insieme con i giovani che ogni settimana partecipano al corso organizzato dall’ Associazione Sportiva Rugby Milano in collaborazione con la Direzione e gli operatori dell’IPM Beccaria.

Stephen Donald, Liam Messam, Neemia Tialata, Jerome Kaino e Antony Boric saranno gli ospiti del Beccaria grazie al progetto «Il senso di una meta», lanciato dalla As Rugby Milano.

(via As Rugby Milano)





And the winner is…

19 11 2009

Qualche tempo fa vi accennammo al fatto che The Hub facesse parte della giuria degli Ethic (sic!) Awards, l’iniziativa sostenuta da GDO Week del Sole 24 Ore per riconoscere e premiare le aziende più etiche e sostenibili in Italia. Be’, ieri sera c’è stato l’annuncio dei vincitori nell’Auditorium del Sole 24 Ore a Milano. Rullo di tamburi… ecco chi sono, suddivisi nelle 7 categorie del premio:

Alce Nero & Mielizia – Insieme al Consorzio Libera Terra Mediterraneo (Giovani)
Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori COOPCampagna Risparmia le Energie (Consumatori)
COOP Adriatica – Biblioteca Interculturale Mobile (Minoranze e Società)
GunaNo Patent (Processi Industriali)
Nordiconad – Last Minute Market (Retail Locale e Territorio/Comunità)
PedonScuola per i Figli dei Lavoratori nello Stabilimento Pedon (Sud del Mondo)
SMASupermercato Eco-compatibile (Greening)

Il primo premio assoluto di azienda etica 2009 è stato dato ad Alce Nero & Mielizia, per il suo lavoro di promozione dei prodotti del Consorzio Libera Terra Mediterraneo, prodotti buoni, puliti e giusti, ottenuti da terre confiscate alla mafia in Sicilia e in Puglia.

Questo Ethic Awards ci ha insegnato un po’ di cose sulla realtà italiana in relazione a concetti di sostenibilità ed eticità. La prima, come commentava Eric Ezechieli di The Natural Step Italia che era seduto accanto a me durante la cerimonia, è che eticità in Italia è sinonimo di legalità. E’ inutile che ci immaginiamo un’Italia diversa, etica, sostenibile, finché non risolviamo le piaghe storiche italiane. La criminalità si nutre di insostenibilità, sia essa economica, sociale o ambientale, un circolo vizioso che abbiamo letto tutti nelle pagine di Saviano e che non andrà via solo perché cominciamo a comprare prodotti bio.

La seconda cosa che è apparsa evidente è che c’è uno spettro molto ampio in termini di qualità e comprensione delle tematiche sostenibili, con casi di vera eccellenza globale (come una Guna che abbraccia il movimento open source offrendo al mondo i suoi brevetti di ricerca medica, e decidendo di investire invece le sue risorse non per proteggere le sue innovazioni, ma per scovarne altre) e casi decisamente deprimenti (come il premio a Pedon, che certo non ha visto i video di Jacqueline Novogratz che a TED ha spiegato molto bene perché 50 anni di elemosina nei paesi del Sud del Mondo – specialmente in Africa – abbiano avuto ripercussioni terribili per le loro prospettive di sviluppo sostenibile).

Interessantissimo, invece, il momento di confronto tra bloggers che – in vece di consumatori – hanno portato le loro opinioni e quelle dei loro lettori alle aziende in sala, pregandole di cominciare a dialogare con noi per meglio capire quello che vogliamo, anche su temi come la sostenibilità e l’etica. Tra tutti, ci ha sicuramente colpito l’appello alla multiculturalità di Michele di Crossmode, che speriamo di avere all’Hub presto.

Insomma, una serata stimolante, che ci ha fatto riflettere sul potenziale e la voglia di eticità in Italia, ma anche sulla lunga strada ancora da percorrere (sempre Eric, quando sul palco ci si domandava “Cos’è la sostenibilità?” mi sussurrava “Ma noi abbiamo risposto 20 anni fa a questa domanda!!!”).

L’anno prossimo, ovviamente, metà dei premiati saranno appena usciti da The Hub. Scommettiamo? 😉





Una nuova agenda per l’innovazione sociale in Europa

30 10 2009
The Hub Islington, Londra

The Hub Islington, Londra

Continua la consultazione dell’Unione Europea su come creare una politica efficace per promuovere innovazione sociale in Europa. L’obiettivo: Reinventare l’Europa attraverso l’Innovazione. Mente operativa dietro a questa consultazione è Diogo Vasconcelos, attualmente Distinguished Fellow della Internet Business Solutions Group di Cisco, ma in passato anche rappresentante per il Portogallo al Consiglio Europeo dei Ministri e un collaboratore di SIX.

Tutti noi abbiamo l’opportunità di contribuire a questa consultazione, visitando il blog Innovation Unlimited del DG Impresa e Industria. Ma quelle che ci riempiono di entusiasmo in questa fase sono le 5 proposte chiavi di orientamento per una politica Europea più innovativa:

  1. L’ampliamento del concetto d’innovazione, da business a innovazione sociale;
  2. L’attenzione a velocità e sincronizzazione, allontanandosi da burocrazie inefficienti e spostandosi verso partnership più flessibili e norme a sostegno dell’innovazione;
  3. L’impegno a investire in infrastruttura con il potere si liberare il potenziale europeo, meno ponti (sic) e più fibre ottiche, meno controllo più open access;
  4. L’attenzione a nuovi modelli finanziari (e noi spereremmo si cominci a spingere il concetto di patient capital, gia espresso da Jacqueline Novogratz di Acumen Fund).
  5. E soprattutto l’attenzione a nuovi spazi per la collaborazione, da chiusi a spazi in rete e collegati tra loro.

In pratica, stanno cercando The Hub! Se vi capita, diteglielo!!





Changemakers in Turchia

29 10 2009

Una mia vecchia conoscenza, Filiz Bikmen, mi segnala una recente iniziativa della Haci Omer Sabanci Foundation di Istanbul, per cui lei lavora, che – sulla scia di Changemakers di Ashoka – ha creato un programma per celebrare quegli innovatori e imprenditori sociali che stanno risolvendo i problemi oggi più pressanti in Turchia.

Attraverso una serie di corti programmi televisivi, Sabanci narra le storie di uomini e donne che stanno avendo un impatto reale nello sviluppo socio-economico del paese. Una di queste è la Dottoressa Zeynep Simsek (fotografata), che ha lavorato per molti anni per migliorare l’accesso sanitario agli agricoltori stagionali e migranti nella provincia di Sanliurfa, nel Sudest del paese.

Potete vedere l’intero episodio trasmesso qualche settimana fa su CNN Turkey qui, insieme agli altri che stanno uscendo in queste settimane.





Gli Innovatori Sociali di PopTech 2009

26 10 2009

Anche questo anno PopTech ha nominato i suoi social innovation fellows, ovvero persone che stanno lavorando su progetti e idee volti a cambiare il mondo.

Leggete sotto la sintesi dei loro progetti o, se preferite maggior pathos, guardate il video con musichetta ispiratrice.

Aviva Presser Aiden e Hugo Van Vuuren – Lebônê . L’ azienda di Aviva e Hugo promette di portare energia elettrica alle zone rurali dell’ Africa.

Jason Aramburu – re:char. Jason ha sviluppato una tecnologia a basso costo che puo’ convertire gli scarti agricoli in fonti di energia rinnovabile, prevenendo in tal modo la produzione di CO2 causata dalla decomposizione degli stessi.

Eben Bayer – Ecovative Design . Questa azienda di New York, sviluppa nuove forme di packaging industriale a partire dai materiali di scarto dell’ industria agricola.

Paula Kahumbu – WildlifeDirect. Nato in Kenya, Wildlife Direct e’ un progetto online che cerca di protegge le specie animali in via di estinzione connettendo le organizzazioni che cercano di preservare tali specie con i propri donatori.

Deb Levine – ISIS, Inc. ISIS utilizza l’ innovazione per produrre stumenti migliori contro la diffusione di malattie sessuali e per diffondere una migliore educazione sul tema.

Derek Lomas – Playpower Foundation. Appoggiandosi a reti di ONG locali, Derek ha fondato Playpower per ideare e costruire giocattoli per l’ apprendimento dei bambini dei Paesi in via di sviluppo.

Josh Nesbit – FrontlineSMS:Medic. Nata dall’ esperienza di Frontline SMS, la versione Medic sposta il focus, come avrete intuito, sull’ ambito medico.

James O’Brien – Brooklyn Community Arts & Media High School. BCAM vuole rappresentare un nuovo concetto di scuola che utilizza le arti per la preparazione dei ragazzi (in effetti il sito meta’ inglese/meta’ tradotto in italiano non aiuta a capire bene la missione della scuola)

Ory Okolloh – Ushahidi. Ory e’ la co-fondatrice di Ushaidi, una piattaforma mobile open-source, nata inizialmente come strumento di denuncia per le violenze avvenute in Kenya dopo le elezioni del 2008. Oggi il progetto vuole consentire a chiunque la condivisione e la mappatura di notizie e avvenimenti in tempo reale.

Emily Pilloton – Project H Design. Project H Design cerca di portare le progettualita’ del design di prodotto a supporto dell’ impatto sociale. Tutti i progetti realizzati finora sono raccontati nel volume appena uscito Design Revolution.

Hayat Sindi – Diagnostics For All. Grazie all’ uso delle nanotecnologie Diagnostics For All ha concepito presso i laboratori di Harvard degli strumenti di diagnosi low-cost con i quali e’ possibile fornire assistenza sanitaria per le fasce di popolazione a basso reddito e che vivono lontane dai centri urbani e dalle principali strutture mediche.

Taylor Stuckert e Mark Rembert – Energize Clinton County. Taylor e Mark hanno dato vita ad un vero e’ proprio movimento dal basso per uno sviluppo economico sostenibile. Partendo dalla loro cittadina, divenuta la prima Green Enterprise Zone degli Stati Uniti, il progetto vuole essere un modello replicabile in tutte le citta’ americane.

Nigel Waller – Movirtu. Lanciato nel 2008, Movirtu ha progettato un servizio di telefonia mobile virtuale che vuole servire servizi accessibili anche a coloro che vivono con meno di $2 al giorno. Garantendo l’ accesso ai servizi in mobilita’ Movirtu, consente ad un numero piu’ ampio di persone di condivedere informazioni, trovare lavoro e avere accesso ad informazioni sanitarie.





L’ambientalismo 2.0

19 10 2009

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La condivisione in rete delle possibili soluzioni ai grandi temi, quali cambiamento climatico, povertà, accesso alle risorse di base,informazione ecc. non è tema nuovo. La proliferazione di ambienti di discussione, social network e sistemi peer to peer è evidente. Ambiziosi ed originali sono invece le modalità ed i processi con i quali questi si declinano.

In termini di “vita ad impatto zero”, Floriana Ferrando riprendeva ad inizio Ottobre alcune esperienze interessanti nate in USA, dalle quali forse anche i movimenti italiani potrebbero imparare qualcosa;

La prima è change.org, piattaforma d’informazione su diritti umani e imprenditoria sociale, con sezioni dedicate a job seekers, campaining e fund raising di progetti. I tantissimi tentativi fatti in Italia per uniformare i portali di accesso alle informazioni di movimentismo scoraggiano dall’intraprendere la stessa strada, anche se denunciano una lacuna da colmare.

creative citizen è invece un sito con proposte per il risparmio energetico formulate dalla community “creativa”, un luogo in cui le persone possono facilmente trovare i modi per risparmiare denaro, tutelare l’ambiente e vivere bene. Raccoglie le volontà di tantissimi aderenti attorno ad una singola azione e spesso raggiunge importanti risultati.

Un ruolo simile lo gioca celsias, simile a Creative Citizen, ma apparentemente più “corporate”, con oltre 200 organizzazioni registrate (tra cui Disney, Sun Microsystems, WWF, Columbia University, The University of Auckland, New Zealand Post and Ausra Solar Technologies). Il suo obiettivo è quello di aiutare gli individui, le aziende e le organizzazioni ad organizzare cose concrete per combattere il cambiamento climatico.

Sull’onda di queste nuove forme di sensibilità e partecipazione il 18 ottobre a New York parte il No impact project, la proposta di una settimana ad impatto zero. Gli ideatori, una giovane coppia e la loro bimba piccola, l’hanno fatto per 365 giorni! Dando vita ad un manuale, un libro ed una piattaforma on line.

Per scaricare il manuale, clicca qui

Potreste provare l’inizitiva perché:
-siete degli ambienatalisti radicali;
-volete cambiare il mondo, credete sia possibile e questa è una delle vie praticabili;
-siete “in bolletta”;
-siete annoiati della vostra vita coniugale.
…A voi la scelta!

da Finansol.it e HubRoma.net





Emily Cummins e il Design che salverà il mondo

14 10 2009

Si chiama Emily Cummins. Ha 22 anni ed è appena stata nominata Donna dell’Anno in Inghilterra. Ma non è il primo riconoscimento che riceve, da Donna del Futuro a Giovane Designer e Innovatrice dell’Anno. In tutto, oltre una dozzina di importanti riconoscimenti al suo talento a alla sua passione.

Emily è un designer, come ce ne sono tanti a Milano. Ma la sua passione non è l’ultimo grido nel mondo del mobilio per ufficio. Emily si accende quando deve risolvere problemi che affliggono milioni di persone nel mondo, come ad esempio conservare medicinali in un clima tropicale e senza accesso a energia elettrica. E’ così che Emily inventa il primo frigorifero completamente sostenibile, portatile e a energia solare, un prototipo che è stato già testato in Namibia e che presto verrà immesso sul mercato internazionale.

Questo riconoscimento è anche possibile grazie all’attenzione crescente in Inghilterra e negli Stati Uniti a come il design e la tecnologia a basso costo e sostenibile possano offrire delle soluzioni reali ai problemi del mondo. Agenzie governative come NESTA sono nate principalmente con questo scopo: favorire un’innovazione che sia sociale e sostenibile. E multinazionali come Shell e Audi stanno promuovendo sempre di più concorsi volti a premiare chi sta avendo un impatto positivo nella vita delle persone e del pianeta.

In una città come Milano, piena di creativi di altissimo talento e di architetti e designer da tutta Italia e da tutto mondo, le storie come quella di Emily dovrebbero essere decine, ma fanno fatica ad emergere, parzialmente perché non ricevono il giusto riconoscimento come Emily ha ricevuto in Inghilterra. Ma adesso che arriva The Hub anche in Italia, non vi preoccupate: sarà una delle prime cose che cercheremo di cambiare!