Business Model Per Imprese Sociali

7 10 2009

Alex Osterwalder, e’ un esperto di business model innovativi. Questa estate, durante impACT, una competizione studentesca per le imprese sociali, ha tenuto un’ interessante presentazione nella quale ha analizzato secondo una nuova prospettiva il business model di aziende quali Grameen Bank, Grameen Phone e Kiva e Wise. Sono 145 slide ma si leggono in un secondo.





Jacqueline Novogratz Sull’ Importanza Dei Capitali Pazienti

6 10 2009

Se c’ e’ una persona di cui siamo fan a The Hub, questa e’ sicuramente Jacqueline Novogratz. In questo TED Talk, la fondatrice di Acumen Fund , spiega l’ importanza dei capitali pazienti, quei capitali cioe’ che uniscono al ritorno finanziario anche un ritorno sociale.

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Non si tratta di filantropia e neanche di venture capital ma nelle parole della stessa Novogratz “sono soldi investiti in imprenditori le cui aziende e organizzazioni risolvono i problemi piu’ difficili come quelli legati alla sanita’,  all’ housing, e alle energie alternative”.





La Guida IDEO Per Le Imprese Sociali

21 09 2009

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IDEO, una delle piu’ prestigiose ed innovative aziende di design del mondo, ha realizzato, insieme alla Gates Foundation, lo Human Centered Design Toolkit.

La guida vuole essere un aiuto a tutte le imprese sociali e le no-profit e che vogliono applicare le metodologie del design centrato sull’utente nelle loro attivita’.

Attraverso il sito di IDEO e’ possibile scaricare sia il kit completo, che la guida da utilizzare  sul campo.

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Dopo avere lavorato a lungo con multinazionali di ogni settore, da qualche anno IDEO ha messo a disposizione il suo know-how con l’obiettivo di aiutare le organizzazioni che operano nei paesi in via di sviluppo a comprendere meglio le necessita’ delle persone con cui lavorano e trovare soluzioni innovative e soprattutto sostenibili anche a livello economico.

In precedenza la societa’ californiana aveva gia’ realizzato due guide per aiutare la Rockefeller Foundation a capire come poter utilizzare le pratiche del design nel settore sociale.





La “città impresa sociale”

30 03 2009

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Blackpool , cittadina ad ovest dell’Inghilterra di 140mila abitanti, potrebbe divenire la prima “social enterprise town” in UK nominata dalla Social Enterprise North West (SENW) , organizzazione di supporto all’impresa sociale, che sta sperimentando il modello delle “social enterprise towns” sulla scia del successo della “Fairtrade Towns initiative”

Criteri-guida per la definizione e l’assegnazione dello status di “social enterprise town” sono:
– un certo numero di imprese sociali, relativamente al numero della popolazione residente;
– supporto dell’amministrazione locale verso iniziative d’imprendotoria sociale e loro sviluppo;
– dare dimostrazione dei forti legami tra imprese sociali e committenti (pubblici e privati) nel territorio;
– coinvolgimento delle scuole.

Stevenson-Dodd, uno dei social enterprise ambassador ha affermato: “In December, I gave a speech at a social enterprise conference in Blackpool which, it turns out, is a town with an amazing 40 social enterprises. […]the local social enterprise movement now very keen to find out if they can become the UK’s first official Social Enterprise Town.”

L’idea è avvincente, ma la strada sembra ancora tortuosa. I criteri sono ancora in costruzione e la determinazione di indicatori qualitativi – in particolare se si coinvolgono le pubbliche amministrazioni locali – potrebbe portare a facili distorsioni della realtà.
Tuttavia, l’ipotesi di una competizione, di una gara “medievale” nel mondo dei Comuni italiani costituirebbe un vero salto di qualità (si pensi, ad esempio, all’inserimento delle imprese sociali – e non solo organismi del volontariato o dediti al “tempo libero” – come una delle variabili-chiave nel determinare la qualità della vita, come nelle indagini annuali Censis nelle province italiane).
Fattori quali (ì) maggior numero di imprese sociali nel proprio territorio, (ìì) programmi pubblici ed iniziative private di supporto allo start-up e sviluppo, (ììì) attività di formazione e sensibilizzazione delle nuove generazioni sui temi di impresa ed innovazione sociale potrebbero – se messi a sistema – generare percorsi virtuosi di sviluppo locale solidale, nuova e “buona”occupazione, “cultura” dell’innovazione sociale.

Le indagini statistiche ci sono, le fonti d’investimento rintracciabili, la qualità dei progetti e delle iniziative misurabili e condivisibili..partiamo da qui..