Servizi Finanziari Mobile Per I Mercati Emergenti

10 11 2009

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Jan Chipchase di Nokia ha pubblicato le slide dello studio “Designing Services for Financial Inclusion”. Le slide sono molto suggestive ma per comprendere al meglio il progetto rimandiamo al paper.

[via Putting People First]







Gli Innovatori Sociali di PopTech 2009

26 10 2009

Anche questo anno PopTech ha nominato i suoi social innovation fellows, ovvero persone che stanno lavorando su progetti e idee volti a cambiare il mondo.

Leggete sotto la sintesi dei loro progetti o, se preferite maggior pathos, guardate il video con musichetta ispiratrice.

Aviva Presser Aiden e Hugo Van Vuuren – Lebônê . L’ azienda di Aviva e Hugo promette di portare energia elettrica alle zone rurali dell’ Africa.

Jason Aramburu – re:char. Jason ha sviluppato una tecnologia a basso costo che puo’ convertire gli scarti agricoli in fonti di energia rinnovabile, prevenendo in tal modo la produzione di CO2 causata dalla decomposizione degli stessi.

Eben Bayer – Ecovative Design . Questa azienda di New York, sviluppa nuove forme di packaging industriale a partire dai materiali di scarto dell’ industria agricola.

Paula Kahumbu – WildlifeDirect. Nato in Kenya, Wildlife Direct e’ un progetto online che cerca di protegge le specie animali in via di estinzione connettendo le organizzazioni che cercano di preservare tali specie con i propri donatori.

Deb Levine – ISIS, Inc. ISIS utilizza l’ innovazione per produrre stumenti migliori contro la diffusione di malattie sessuali e per diffondere una migliore educazione sul tema.

Derek Lomas – Playpower Foundation. Appoggiandosi a reti di ONG locali, Derek ha fondato Playpower per ideare e costruire giocattoli per l’ apprendimento dei bambini dei Paesi in via di sviluppo.

Josh Nesbit – FrontlineSMS:Medic. Nata dall’ esperienza di Frontline SMS, la versione Medic sposta il focus, come avrete intuito, sull’ ambito medico.

James O’Brien – Brooklyn Community Arts & Media High School. BCAM vuole rappresentare un nuovo concetto di scuola che utilizza le arti per la preparazione dei ragazzi (in effetti il sito meta’ inglese/meta’ tradotto in italiano non aiuta a capire bene la missione della scuola)

Ory Okolloh – Ushahidi. Ory e’ la co-fondatrice di Ushaidi, una piattaforma mobile open-source, nata inizialmente come strumento di denuncia per le violenze avvenute in Kenya dopo le elezioni del 2008. Oggi il progetto vuole consentire a chiunque la condivisione e la mappatura di notizie e avvenimenti in tempo reale.

Emily Pilloton – Project H Design. Project H Design cerca di portare le progettualita’ del design di prodotto a supporto dell’ impatto sociale. Tutti i progetti realizzati finora sono raccontati nel volume appena uscito Design Revolution.

Hayat Sindi – Diagnostics For All. Grazie all’ uso delle nanotecnologie Diagnostics For All ha concepito presso i laboratori di Harvard degli strumenti di diagnosi low-cost con i quali e’ possibile fornire assistenza sanitaria per le fasce di popolazione a basso reddito e che vivono lontane dai centri urbani e dalle principali strutture mediche.

Taylor Stuckert e Mark Rembert – Energize Clinton County. Taylor e Mark hanno dato vita ad un vero e’ proprio movimento dal basso per uno sviluppo economico sostenibile. Partendo dalla loro cittadina, divenuta la prima Green Enterprise Zone degli Stati Uniti, il progetto vuole essere un modello replicabile in tutte le citta’ americane.

Nigel Waller – Movirtu. Lanciato nel 2008, Movirtu ha progettato un servizio di telefonia mobile virtuale che vuole servire servizi accessibili anche a coloro che vivono con meno di $2 al giorno. Garantendo l’ accesso ai servizi in mobilita’ Movirtu, consente ad un numero piu’ ampio di persone di condivedere informazioni, trovare lavoro e avere accesso ad informazioni sanitarie.





Jacqueline Novogratz Sull’ Importanza Dei Capitali Pazienti

6 10 2009

Se c’ e’ una persona di cui siamo fan a The Hub, questa e’ sicuramente Jacqueline Novogratz. In questo TED Talk, la fondatrice di Acumen Fund , spiega l’ importanza dei capitali pazienti, quei capitali cioe’ che uniscono al ritorno finanziario anche un ritorno sociale.

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Non si tratta di filantropia e neanche di venture capital ma nelle parole della stessa Novogratz “sono soldi investiti in imprenditori le cui aziende e organizzazioni risolvono i problemi piu’ difficili come quelli legati alla sanita’,  all’ housing, e alle energie alternative”.





La Guida IDEO Per Le Imprese Sociali

21 09 2009

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IDEO, una delle piu’ prestigiose ed innovative aziende di design del mondo, ha realizzato, insieme alla Gates Foundation, lo Human Centered Design Toolkit.

La guida vuole essere un aiuto a tutte le imprese sociali e le no-profit e che vogliono applicare le metodologie del design centrato sull’utente nelle loro attivita’.

Attraverso il sito di IDEO e’ possibile scaricare sia il kit completo, che la guida da utilizzare  sul campo.

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Dopo avere lavorato a lungo con multinazionali di ogni settore, da qualche anno IDEO ha messo a disposizione il suo know-how con l’obiettivo di aiutare le organizzazioni che operano nei paesi in via di sviluppo a comprendere meglio le necessita’ delle persone con cui lavorano e trovare soluzioni innovative e soprattutto sostenibili anche a livello economico.

In precedenza la societa’ californiana aveva gia’ realizzato due guide per aiutare la Rockefeller Foundation a capire come poter utilizzare le pratiche del design nel settore sociale.





The Hub a Reboot11

30 06 2009

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Postiamo solamente ora i nostri commenti su Reboot, perche’ serve sempre un po’ di tempo per diregire un’ esperienza del genere. Settimana scorsa si e’ tenuta a Copenhagen l’ undicesima edizione di questa fantastica conferenza che attrae ogni anno appassionati di tecnologia, innovatori sociali, ricercatori.

La conferenza cambia ogni anno il suo tema di fondo e questa volta il filo conduttore delle sessioni era “Action” per stimolare tutti i partecipanti a entrare in azione, iniziare a fare anziche’ parlare, cambiare le cose. Nell’arco di 48 ore si sono tenute piu’ di 70 presentazioni e gli ambiti toccati sono stati i piu’ diversi.  Dal ruolo delle singole persone e dei social media nella ri-progettazione delle proprie citta’, allo stato attuale del sistema educativo e delle metodologie di apprendimento nelle scuole elementari; e ancora da come trarre  profitto dall’ hardware open-source a come avviare la propria startup partendo da zero.

The Hub ha partecipato ad una sessione sui futuri spazi di lavoro insieme a La Oficina di Copenhagen e Thomas Madsen-Mygdal, organizzatore di Reboot.

Le slide della presentazione qui sotto.

[update: ci potrebbero essere dei problemi nella visualizzazione delle slide se state usando Firefox 3.5. In questo caso, potete visualizzarle correttamente a questo link]





Designers, ergo, innovatori sociali

1 06 2009

Dona McAdams, They're juggling our genes

The main activity of designers will be as social innovators“, parola di Ezio Manzini in un intervista/evento organizzata da o2NYC , meno di un mese fa, dal titolo “Sustainability: The Exit Strategy. Small, local, open and connected. An Evening with Ezio Manzini”.
Nella sua relazione, Ezio disegna una exit strategy per conscious designers pronti ad “offrire soluzioni per il cambiamento climatico, ridurre l’impatto dei materiali, ideare strumenti di design per una società migliore”. Parole chiave della conversazione sono il movimento del green design, quello dello Slow food, il ruolo dei designer per incidere nei processi di social innovation.
In particolare su quest’ultimo punto, Ezio sostiene che, a differenza delle trasformazioni guidate da scienziati, economisti, realtà del terzo settore e privati, i “designed systems” si rivelano più forti e replicabili. I designers trasformano le idee in pratica: l’obiettivo è trasformare i prototipi in prodotti. (“The role of designer then shifts from making things into mass produced consumer objects, to shepherding local sustainable practices into wider mainstream society”).
Nell’era dei network, il fenomeno dell’innovazione sociale è generato dagli attori del cambiamento coinvolti “direttamente” nella risoluzione dei problemi. I designers dovrebbero creare le condizioni affinchè le collaborazioni e l’agire collettivo risultino possibili ed efficaci:we create the conditions, not the solution“.
Nell’economia sociale questo dovrebbe essere il lavoro principale dei designer, e non relegato ad attività e momenti di volontariato.
Lo scenario è in cambiamento, e le evidenze non mancano: il Social Innovation Fund e l’Office of Social Innovation in USA; il riconoscimento ufficiale da parte della UE nel definire l’innovazione sociale quale asset strategico per uno sviluppo sostenibile, l’attenzione dell’accademia, (vedi post su questo blog); i principi del co-working, del social business basato sulla condivisione delle conoscenze e dei processi.

La social innovation parte da piccole sperimentazioni  a livello locale, per poi diffondersi nei territori “Now is the time. We need radical change; increasing consciousness is not enough





Intervista a Jacqueline Novogratz, fondatrice di Acumen Fund

16 03 2009

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Mckinsey Quarterly ha appena pubblicato un’ interessante intervista con Jacqueline Novogratz, fondatrice di Acumen Fund, L’intervista e’ interamente in inglese, ma e’ disponibile (sempre in inglese) l’intero transcript.  

Jacqueline Novogratz e’ senza dubbio un esempio per chiunque sia interessato all’innovazione sociale. Quindi, qualora non vi bastasse l’intervista colgo l’occasione per segnalare anche il suo recente libro, “The Blue Sweater: Bridging the gap between rich and poor in an interconnected world“. Buona visione e buona lettura.