Da Sviluppo 2.0 a Sviluppo al quadrato

21 10 2009
Rovine della Kasbah di Ait Benhaddou, Marocco

Rovine della Kasbah di Ait Benhaddou, Marocco

Dopo aver teorizzato qualche anno fa lo Sviluppo 2.0, Giulio Quaggiotto della Banca Mondiale ci diletta ancora una volta con un post su PSDBlog della Banca Mondiale, questa volta su come “l’ombra informatica” del mondo nella rete abbia il potere di stravolgere come abbiamo fatto cooperazione allo sviluppo finora.

La teoria di una Rete², recentemente proposta da Tim O’Reilly, presuppone che ormai la rete sia il mondo, nel momento in cui una relazione sempre più stretta tra strumenti di raccolta dati nel mondo fisico stiano diventando la spina dorsale ed il motore dell’intero sistema informativo in rete. Una maggiore capacità di computare l’enorme volume di dati fisici e reali captati dalla rete (l’ombra informatica, appunto) potrebbe contribuire a risolvere alcuni dei più gravi problemi dell’umanità. E chi fa cooperazione allo sviluppo – da ONG a multinazionali – dovrà sempre più tenere in conto questa realtà.

Leggete l’intero articolo qui.

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Meraviglie cellulari

29 09 2009

African mobile providers - courtesy The Economist

E’ il 2025. Siete a cena in famiglia quando la vostra primogenita quindicenne comincia a farvi alcune domande sui primi anni del ventunesimo secolo, per una ricerca che deve scrivere a scuola. Il titolo è: “Qual è l’evento più importante dei primi 10 anni del secolo?”.

Ci pensate su un po’, scorrendo le opzioni nella vostra testa. L’11 settembre… La guerra in Iraq… La crisi finanziaria… L’emergere di una nuova coscienza ecologica… Poi sorridete scuotendo la testa. La risposta è ovvia: la diffusione dei telefoni cellulari nei paesi in via di sviluppo.

E’ quasi impossibile valutare adesso l’impatto che questo evento sta avendo su miliardi di vite. Ci sono alcuni studi, frammentati, e una sensazione diffusa: mai tante vite sono state cambiate così radicalmente da un oggetto tanto piccolo. Ce ne parla in un reportage di questa settimana l’Economist, e gli fa eco la Banca Mondiale. E i torinesi di Putting People First (sempre all’avanguardia in queste cose) ci dedicheranno molte riflessioni nei prossimi giorni. Ma i numeri, per quanto difficili da visualizzare, parlano da soli: 4 miliardi di nuovi utenti nei paesi in via di sviluppo dal 2000 ad oggi, con rate in costante accelerazione. 15 milioni di nuovi utenti nella sola India ogni mese.

E mentre noi ci culliamo nel lusso di nuove suonerie, per i poveri del mondo questi nuovi cellulari significano preziosi consigli via SMS su come coltivare in maniera più produttiva, come curarsi da malattie infettive, come trasferire denaro ad un parente senza rischiare viaggi pericolosi o strozzini prestasoldi. Significano un aumento del PIL per persona dello 0,8% ogni 10 punti di aumento in percentuale d’utenza. Significano una rivoluzione socio-economica senza pari nella storia dell’umanità, maggiore dell’invenzione della stampa e della rivoluzione industriale.

Vostra figlia vi ringrazia felice. La ricerca le varrà un bel 10 in pagella.





Quando gli aiuti fanno male

24 11 2008
Vanessa Vick for The New York Times

Vanessa Vick for The New York Times

È uno scandalo che dura da decenni. Il mondo diventa sempre più ricco, mentre l’Africa continua a morire di fame. ONG internazionali continuano a dirci di donare per salvare una vita, offrire un po’ d’acqua pulita, regalare un po’ d’educazione. Ma siamo veramente sicuri questa sia la strada giusta?

L’Ugandese Sorious Samura ha realizzato un video per Panorama (UK) ed ha scritto una serie di articoli sul sito della BBC spiegando ad un pubblico laico perché gli aiuti non sono sempre la cosa migliore per un paese in via di sviluppo. Una prospettiva importante e molto controversa, ma fondamentale per quelli tra voi che s’interessano di cooperazione allo sviluppo.





Costruendo un mercato per lo sviluppo

28 07 2008

Traduco di seguito un articolo che ho scritto per il blog di Vita Europe, The Unreasonables, che gestisco per loro e che s’incentra soprattutto sul mondo dell’imprenditoria sociale. Un post un po’ più lungo del solito, ma spero lo troverete interessante!

La Banca Mondiale ha da tempo molta fede nel mercato come mezzo per promuovere lo sviluppo internazionale. Sebbene non sia sempre stata una delle organizzazioni multilaterali più efficaci o comprensive, le vanno riconosciuti molti sforzi per trovare soluzioni innovative a vecchi problemi. È stata per esempio una delle prime organizzazioni ad usare sistemi di mappatura terrestre basati su Google Maps per facilitare l’accesso e la diffusione d’informazioni sui suoi progetti di sviluppo nel mondo. È anche stata una delle prime ad usare la blogosfera per raggiungere un pubblico più ampio, e se non avete di meglio da fare vi consiglio vivamente di leggere di quando in quando il suo blog Private Sector Development.

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