Le start-up (sociali) più intriganti del momento

17 11 2009

Chi l’avrebbe mai detto? Nel bel mezzo di questa crisi economica, sono proprio le imprese sociali che fanno leva su prodotti o servizi innovativi quelle che stanno rimettendo in piedi il mondo. Non ci credete? Leggete un po’ quello che ci racconta BusinessWeek, una delle riviste di settore più importanti negli USA, a proposito delle start-up più intriganti al momento. Indovinate un po’? La maggior parte di loro sono proprio imprese sociali come quelle che vengono ad abitare da noi a The Hub.

C’è China Water & Energy, ad esempio, che costruisce impianti eco-eolici per le industrie cinesi sempre più affamate di energia. C’è Driptech, una start-up di Palo Alto in California che produce sistemi d’irrigazione a basso costo (fino a $5) per contadini nei paesi emergenti, aiutandoli a superare la crisi delle risorse idriche. E c’è CitySourced, un’applicazione per l’iPhone che permette a semplici cittadini di segnalare quello che non va in città (una strada dissestata, un semaforo rotto) direttamente agli amministratori comunali, in puro stile Government 2.0. Tutte queste non sono solo imprese promettenti nel panorama globale: sono soprattutto imprese sociali, impegnate a migliorare la vita delle persone e del pianeta.

Chi l’avrebbe mai detto? Noi ve lo stiamo dicendo da un pezzo!

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Innovazione e collaborazione per battere la crisi economica

18 09 2008

Judy Estrin scrive su The Globalist di questa settimana un interessante articolo su come innovazione e collaborazione possano aiutare a battere la crisi economica e finanziaria che stanno travolgendo l’America e tutto il mondo.

Innovazione e collaborazione sono anche alla base di molte iniziative, tra cui Innovation Ventures, di cui parla l’autore di Tipping Point Malcolm Gladwell in un articolo del New Yorker di qualche mese fa. Innovation Ventures è una collaborazione tra Nathan Myhrvold, Lowell Wood, Bill Gates ed un nutrito gruppo di scienziati con diverse aree di specializzazione, che sta registrando migliaia di nuove patenti ogni anno, principalmente in ambito scientifico e tecnologico:

“Quant’è utile riunire un gruppo di persone veramente intelligenti in una stanza per scambiarsi idee? Quando Myhrvold dette avvio al progetto, le sue aspettative erano modeste. […] Ma nell’agosto del 2003, Innovation Ventures organizzò la sua prima sessione d’invenzione, e fu una rivelazione. […] All’inizio I.V. sperava di registrare 100 nuove patenti all’anno. Al momento, ne sta registrando 500, ed ha 3000 idee che aspettano di essere registrate”.

Innovazione e collaborazione sono ovviamente alla base anche delle soluzioni che aspettano di essere identificate a livello sociale e ambientale. Charles Leadbeater ha pubblicato un libro sul tema, We Think, di cui ho gia parlato, e che è stato presentato recentemente all’Hub di Londra. Ed è ovviamente alla base del Social Innovation Camp, che lancia in questi mesi il suo secondo appello per idee innovative che possano aiutare a risolvere problemi sociali o ambientali attraverso Internet.

Una metodologia che stiamo pensando di approfondire attraverso l’organizzazione di Hub Innovation Labs, weekends che riunieranno le menti più dinamiche del mondo dell’innovazione sociale. Vi terrò informati su futuri sviluppi.

[immagine: Courtesy of The New Yorker]





Innovazione e Design Thinking

27 08 2008

Social Egde ha ospitato recentemente un’interessante conversazione tra Jocelyn Wyatt, responsabile impatto sociale ad IDEO e vari imprenditori sociali sulla relazione tra innovazione e design thinking.

Ci spiega Jocelyn in apertura della conversazione:

Design ed innovazione sono fattori sempre più centrali nel determinare il successo di un’impresa sociale. Ad IDEO, crediamo nel design thinking, cioè in un approccio all’innovazione ed alla risoluzione dei problemi che ci circondano incentrato sulla persona.

Abbiamo sperimentato in prima persona quanto imprenditori sociali possano incorporare i principi del design thinking nei prodotti o servizi che offrono ai loro clienti, per capirne meglio le necessità, per muoversi più in fretta da pianificazione ad implementazione, e per comunicare in maniera più efficace i risultati del loro lavoro.

Il design thinking può essere applicato non solo alla pianificazione di prodotti, ma anche a quella di servizi, esperienze, spazi, praticamente a qualunque cosa vi venga in mente. I tre aspetti del design thinking di maggior rilevanza ad imprenditori sociali sono l’empatia, la prototipazione e la narrazione.

Per saperne di più, visitate il sito di Social Edge!





Cos’e’ l’innovazione sociale e come si puo’ accelerare

3 06 2008

Geoff Mulgan, uno dei maggiori sociologhi inglesi, esperto di comunicazione, di networks e d’innovazione, ex-consigliere strategico di Tony Blair, nonche’ direttore della Young Foundation a Londra, uno dei piu’ importanti centri d’innovazione sociale nel Regno Unito, ha recentemente pubblicato per lo Skoll Centre for Social Entrepreneurship uno studio intitolato: Social Innovation: what it is, why it matters and how it can be accelerated (scaricabile in PDF qui).

Spiega il sito di Social Innovation Exchange:

Innovazioni sociali – nuove idee per risolvere pressanti sfide socio-ambientali – ci circondano ogni giorno di piu’. Dall’apprendimento a distanza alla difesa dei diritti umani attraverso i social media, gli esempi non mancano.

Ma se da un lato enormi energie e risorse vengono investite per promovere innovazione nella scienza, nella tecnologia e nell’industria, dall’altro ben poca attenzione viene data all’innovazione sociale, nonostante i problemi da risolvere siano enormi e pressanti, dalle malattie ancora incurabili al cambiamento climatico.

Questo studio esamina il ruolo sempre piu’ importante determinato dall’innovazione sociale, intesa come la capacita’ di una societa’ di affrontare e risolvere i suoi problemi socio-ambientali. Lo fa offrendo una panoramica dei grandi innovatori sociali – da Robert Owen a Wangari Maathai – e analizzando quello che si puo’ apprendere facendo interagire l’innovazione sociale con altri settori ad essa correlati, dalla scienza al design, dall’impresa sociale alle politiche pubbliche.

Lo studio, che si rifa’ ad una recente pubblicazione di Mulgan intitolata Social Silicon Valleys: a manifesto for social innovation, esorta i lettori – da qualunque settore essi provengano – a far leva sull’intelligenza collettiva presente in tutte le societa’ e offre degli spunti pratici su come l’innovazione sociale puo’ essere accelerata.