Terremoto: il ruolo dei social media

7 04 2009
Il blogger Alessandro Bonino usa Twitter Spectrum per paragonare le parole “earthquake” e “terremoto”

Il blogger Alessandro Bonino usa Twitter Spectrum per paragonare le parole “earthquake” e “terremoto”

È con triste inevitabilità che The Hub Milano scriva il primo post dopo alcuni giorni di silenzio sul terribile terremoto che ha colpito l’Aquila e le aree circostanti. Non è questo il luogo per parlare di soccorso – altri lo stanno già facendo bene, soprattutto i giornalisti di Vita. Piuttosto, ci ha colpito un articolo su Personal Democracy Forum che riporta osservazioni molto interessanti sul ruolo – inaspettato – dei social media nella circolazione di notizie nelle prime ore dopo il terremoto.

Antonella Napolitano spiega che la televisione nazionale ha impiegato 1.5 ore a riportare l’evento, e i giornali hanno aspettato 3 ore prima di includere notizie sui loro siti. Intanto, minuti dopo la terribile scossa, i sopravvissuti hanno cominciato a lanciare l’allarme usando Twitter, lamentando peraltro la mancanza di notizie in italiano in rete. A ruota hanno seguito Facebook e Friendfeed, usati per rintracciare amici e conoscenti.

Forse i social media non hanno provveduto – sul medio/lungo termine – a dare notizie integrate e coerenti, ma al momento della tragedia sono stati strumentali nel far sentire le persone connesse l’un l’altra. Una cosa molto importante in momenti simili.

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